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Enola Holmes 3


TITOLO ORIGINALE: Enola Holmes 3
REGISTA: Philip Barantini
SCENEGGIATORE: Jack Thorne (tratto dalla serie di libri “I misteri di Enola Holmes” di Nancy Springer
PAESE: USA
ANNO: 2026
DURATA: 105'
ATTORI: Milly Bobby Brown, Louis Partridge, Henry Cavill e Himesh Patel
SCENE SENSIBILI: scene di combattimento
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

Enola è a Malta per sposare l’amato Lord Tewkesbury ma è assalita dai dubbi dell’ultimo secondo per il grande passo che sta per compiere. Mentre sta decidendo se presentarsi o meno all’altare, scopre dal dottor Watson che suo fratello è scomparso. Dietro al rapimento si nasconde la mano della cattivissima Moriarty, assoldata e rimessa in libertà (era stata arrestata alla fine del secondo film) da un potente e misterioso componente del governo britannico per portare a termine un’oscura missione. C’è di mezzo la ricerca di un tesoro perduto, ma la donna pare anche avere un conto aperto e personalissimo con Enola e la sua famiglia…

 

La piccola di casa

Il film è il terzo della saga tratta dall’omonima collana di romanzi per ragazzi, il primo diretto da Philip Barantini (gli altri due da Harry Bradbeer), il terzo (su tre) sceneggiato da Jack Thorne. Come si capisce dal titolo, la protagonista della saga è la sorella minore di Sherlock Holmes, Enola, che anche in questo capitolo rinnova il desiderio di voler diventare investigatrice affermata e, al tempo stesso, rivelarsi degna del nome che porta. La questione famiglia è infatti anche qui centrale e il matrimonio con il nobile (anche d’animo) Lord Tewkesbury, un giovanissimo marchese membro della camera dei Lord, idealista e combattivo (ma non come Enola, che le sue battaglie le fa anche a colpi di jujitsu), declina il tema raccontando risvolti finora inesplorati, in modo positivo e anche profondo.

In particolare sono interessanti gli sviluppi promessi dal dilemma iniziale della protagonista che vuole bene al suo promesso sposo ma deve fare i conti con le sovrastrutture sociali, da cui si sente soffocata, e anche con le sue ambizioni che non la vorrebbero incastrata nel ruolo della “signora”, riproponendo un conflitto interiore molto forte, se vogliamo un evergreen.

 

Vero, non vero

D’altra parte, il film mischia i generi in modo efficace e decisamente divertente (combattimenti a mani nude, inseguimenti western in carrozza, dinamiche amorose da commedia sentimentale e tematiche da serie teen) ma al centro della narrazione c’è il più tradizionale dei soggetti gialli che si ispira al mondo creato da Conan Doyle, il classico dei classici nel genere,  però in una confezione moderna, pimpante e decisamente action, in un’operazione analoga a quella della versione cinematografica e un po’ fumettistica di Guy Ritchie, ma in chiave edulcorata e ancora più pop, ovviamente destinata ad un pubblico più giovane.

Il target a cui è rivolto il film condiziona in effetti diversi aspetti a cominciare dai dialoghi infarciti di ironia da supereroe Marvel, per arrivare al casting in cui spiccano volti noti al grande pubblico per altri prodotti audiovisivi di grande successo soprattutto tra i ragazzi: la protagonista è infatti interpretata da Milly Bobby Brown, l’indimenticabile Undici di Stranger Things, mentre nei panni del fratello Sherlock troviamo Henry Cavill, l’ultimo Superman visto sul grande schermo.

Non è un caso quindi che il cotés di personaggi principali paia una squadra di autentici supereroi, come degli “avengers” in epoca vittoriana, in cui va inclusa anche la madre della protagonista (la burtoniana Elena Bonham Carter) suffragetta dinamitarda, che appare in scena sempre al momento giusto per salvare la vita alla figlia. Con questi ingredienti, il risultato è un film avvincente e intellettualmente stimolante, non a caso arrivato al terzo capitolo della serie, rivolto ai giovani ma con alcuni sprazzi di violenza che alludono a situazioni non consigliate per più piccoli (c’è un’impiccagione suggerita più volte).

 

Gabriele Cheli

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