Rudd è un agente immobiliare di grande successo. Ha costruito una vita impeccabile, una carriera brillante e un matrimonio stabile. Per aumentare la sua popolarità accetta di partecipare ad un famoso reality televisivo in cui si propone di liberarsi dall’ingombrante figura del fratello maggiore, milionario di fama. A sconvolgere ogni suo piano è l’arrivo di Marcus, eccentrico personaggio del tutto inaffidabile. Marcus sostiene di essere il fratello minore di Rudd. Il legame risale ad un progetto di “adozione fraterna” durante l’adolescenza che Rudd aveva del tutto dimenticato e che invece Marcus ha sempre considerato valido. Da adesso in avanti le loro vite sono destinate a cambiare.
Il racconto si sviluppa attraverso un andamento classico, fin troppo scontato per una commedia di questo genere. Il protagonista Rudd è un uomo che non vorrebbe affidare nulla al caso, che crede di tenere tutto sotto controllo e invece… l’irruzione di Marcus è un tornado che sconvolge ogni sua certezza. Quello che dice di essere suo fratello minore è una bomba di imprevedibilità, un portatore di caos e imbarazzo, un guastatore che paradossalmente attrae l’attenzione di tutti. Anche nel reality a cui Rudd tanto teneva è Marcus ad attirare l’attenzione con la sua eccentricità e i suoi gesti impulsivi. Rudd viene messo in ombra e invece di marcare la distanza da suo fratello maggiore vede quest’ultimo accordare a Marcus una simpatia assolutamente imprevista.
Il successo di Marcus nel reality show evidenzia come i meccanismi del programma televisivo siano lontani dal mettere in risalto la realtà delle cose, ma invece si prestino a dipingere le persone secondo modelli artificiali fondati sulla superficie e l’apparenza. Rudd e Marcus convergono verso un’intesa in virtù della loro promessa di fratellanza fatta molti anni prima, ma se fosse per il contesto esterno e le situazioni che si vanno creando sarebbero destinati a mandarsi a quel paese una volta e per sempre.
Ciò che connota questo film è l’ambito in cui la mina vagante Marcus agisce a danno del suo integerrimo fratello. È la dimensione della sessualità che mette Rudd in grande imbarazzo perché il fratello libertino lo coinvolge in situazioni erotiche assurde mettendolo nella condizione di doversi terribilmente vergognare. Marcus è totalmente disinibito e mentre partecipa a rapporti a tre, si fa mentore con la moglie di Rudd consigliandola su come rivitalizzare la sessualità della coppia. Questo tasto è molto insistito e crea le condizioni per rendere il film non adatto ad una visione per tutti come invece sarebbe prevedibile dato il genere di appartenenza.
Ciò che contribuisce alla solidità dell’impianto narrativo è il legame che viene messo in scena fra i due protagonisti. Rudd e Marcus sembrano lontani mille miglia l’uno dall’altro, ma in fondo noi vediamo che il fratello compassato vuole bene al fratello “svitato” e sappiamo dentro di noi che questo affetto non verrà meno nonostante tutto. È in virtù di questo amore fraterno che Rudd fa un percorso di cambiamento e così anche Marcus, tanto che i due divengono alleati verso l’esito finale del racconto.
Il rapporto fra i due personaggi è ben reso dalle interpretazioni degli attori che, anche nella loro fisicità, si presentano come caratteri originariamente agli antipodi. John Cena è compassato, quieto, dal fisico scolpito; Eric Andrè è un giullare con un rapporto del tutto diverso con la sua fisicità. In partenza la loro relazione è fallimentare, sembrano appartenere a due mondi opposti, man mano, ‘però – anche grazie all’aiuto dei flashback dell’adolescenza – il pubblico è portato a fare il tifo per la loro intesa e questa puntualmente alla fine sarà raggiunta. In tal modo viene evidenziato il valore di un amore che è più che fraterno perché non dettato dal sangue, ma esclusivamente affidato alla fedeltà di una parola data tanti anni prima.
Giovanni Capetta
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