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Minions & Monsters


TITOLO ORIGINALE: Minions & Monsters
REGISTA: Pierre Coffin, Patrick DeLage
SCENEGGIATORE: Brian Lynch, Pierre Coffin
PAESE: USA
ANNO: 2026
DURATA: 90'
ATTORI: con le voci nella versione italiana di Pierre Coffin, Maccio Capatonda e Max Giusti; in originale Pierre Coffin, Christoph Waltz, Steve Carell, Jeff Bridges
SCENE SENSIBILI: nessuna
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

Una visita ad un museo sulla storia del cinema è il pretesto perché la guida racconti dal principio la storia dei Minions. Dopo un excursus sulle prime tribù dei piccoli esseri gialli, sempre alla ricerca di un capo cattivissimo, l’attenzione si concentra sul gruppo di cui fanno parte gli amici inseparabili Henry e James. Questi ultimi giungono ad Hollywood negli anni Venti e con la loro goffaggine conquistano il pubblico del cinema muto e vengono assunti in uno studio cinematografico diretto dal severo regista Max. Henry e James sono particolarmente intraprendenti e desiderano divenire delle star, ma con l’arrivo del cinema sonoro, la loro carriera crolla perché il loro linguaggio incomprensibile rende impossibile recitare nei film parlati. Per riabilitarsi si propongono di realizzare il più grande film di mostri mai visto. Evocano, su consiglio della strana creatura Goomi, molti mostri leggendari fino a perderne il controllo col rischio della distruzione non solo di Hollywood ma del mondo intero. Sventato il pericolo proseguiranno le loro avventure alla ricerca di un capo.

 

Due diversi livelli di lettura.

Minions & Monsters – terzo film dedicato ai Minions, prequel della saga di Cattivissimo me – soddisfa ampiamente le aspettative del pubblico infantile perché è un susseguirsi infinito di gag slapstick e scene comiche secondo lo stile collaudato dei suoi precedenti. Le creature gialle passano da un disastro all’altro cercando soluzioni impreviste e geniali e mantengono sempre quello spirito di intraprendenza collettiva che li rende irresistibili. Anche se non compaiono Gru e la sua famiglia, la tribù, guidata da Henry e James si fa amare per la sua ingenuità di fondo, soprattutto quando si caccia nei guai più seri quando fa casting di mostri liberando pericolose creature in grado di distruggere il mondo.

Anche il linguaggio caratteristico dei Minions viene utilizzato nel film con grande efficacia. Rispetto ai primi film esso acquisisce una forma più articolata in cui si rintracciano fonemi inglesi, spagnoli, tedeschi. Si crea così una lingua con una sua coerenza interna a supporto della comprensibilità che è pur sempre garantita dalla mimica e dalla prossemica, che restano un marchio di fabbrica della saga.

Se, quindi, pur con una trama forse un po’ troppo elementare, il film si lascia apprezzare da chi cerca il puro svago, vi è un secondo livello di lettura che lo rende ancora più pregiato. Fin dalle prime sequenze, infatti, la narrazione è infarcita di citazioni cinematografiche che lo rendono davvero un omaggio a tutto il cinema conosciuto e offrono allo spettatore attento e appassionato la possibilità di un appagamento e soddisfazione speciali nel riconoscimento degli archetipi citati. I Minions ricreano la celebre immagine del razzo che colpisce l’occhio della Luna, omaggio esplicito al cinema delle origini. La scena dell’orologio sospeso nel vuoto è un richiamo a Harold Lloyd, poi il crollo della facciata dell’edificio è la parodia di una gag di Buster Keaton. I Minions vengono risucchiati negli ingranaggi di una fabbrica con un chiaro richiamo a Tempi Moderni di Chaplin, poi ci sono riferimenti a Quarto Potere di Orson Welles, a Casablanca, Il Falcone Maltese, Singing in the Rain.

Anche i mostri sono citazioni di numerose creature di film horror, da La Mummia a King Kong a Blob. Non mancano citazioni anche di film moderni come Guerre Stellari, ET, Matrix, Ritorno al futuro. Una fitta serie per la gioia dei cinefili che sono invitati dagli autori ad ingaggiare la caccia al tesoro. È chiaro che questo secondo livello di lettura riguarda una fetta ristretta di pubblico, ma è un valore aggiunto che nobilita il film rendendolo un’opera ben oltre il mero cartone animato a cui portare i bambini il fine settimana.

 

Trama esile, valori solidi.

A dispetto del loro cercare un capo “cattivissimo” del quale mettersi a servizio, i Minions ci fanno tenerezza, ci paiono innocui, li vorremmo con noi per una salubre pet therapy, per la loro inesauribile comicità tutto ci paiono tranne che creature ostili. Anche il loro linguaggio così astruso e apparentemente incomprensibile è in realtà un mezzo di comunicazione che li avvicina a tutti gli altri indistintamente, un passepartout valido in ogni tempo e ad ogni latitudine. Ci viene da pensare che se ci comportassimo tutti come i Minions paradossalmente grandi e piccoli tornerebbero a giocare fra loro con passione. Infine, i protagonisti Henry e James si dimostrano una coppia indissolubile. Capaci di litigare e fare pace ogni volta, sono un esempio di grande amicizia e ne trasmettono il valore con efficacia.

 

Giovanni Capetta

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