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Relay – informazioni pericolose


TITOLO ORIGINALE: Relay
REGISTA: David Mackenzie
SCENEGGIATORE: Justin Piasecki
PAESE: USA, Regno Unito
ANNO: 2024
DURATA: 112'
ATTORI: Riz Ahmed, Lily James, Sam Worthington, Willa Fitzgerald, Jared Abrahamson
SCENE SENSIBILI: Brevi scene di violenza e linguaggio volgare nei limiti del genere
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

Ash è un “relay”, ovvero un intermediario invisibile che facilita scambi di informazioni tra aziende che hanno qualcosa da nascondere e individui che possiedono prove scottanti, in gergo “whistleblower”. Il suo operato per garantirsi la sopravvivenza si basa su regole ferree: nessun contatto fisico con i clienti, segretezza assoluta sull’identità e cancellazione totale di ogni traccia delle conversazioni. Per comunicare, Ash usa uno strumento di telecomunicazione originariamente progettato per persone non udenti, che gli permette di nascondere la propria voce e la propria posizione geografica dietro stringhe di testo anonime. Il sistema di regole di Ash vacilla quando a contattarlo è Sarah, una ricercatrice che possiede documenti che potrebbero distruggere una potente multinazionale alimentare e, che sentendosi pedinata, cerca un aiuto che vada oltre la semplice transazione finanziaria. Per proteggere Sarah, Ash si espone a minacce, inseguimenti tra le vie di New York e doppi giochi sempre più pericolosi, fino a doversi confrontare direttamente con il sicario corporativo incaricato di recuperare i file a tutti i costi. Un finale a sorpresa lascerà spiazzato lo spettatore.

 

Un thriller tradizionale caratterizzato da un ritmo sempre sostenuto

Il film introduce subito lo spettatore in una rete di comunicazioni che richiedono grande attenzione da parte dei partecipanti perché non sono telefonate qualsiasi, ma messaggi trasmessi attraverso una società di intermediazione i cui addetti leggono dei messaggi scritti degli utenti. È un sistema originariamente usato per le persone sordomute che Ash utilizza per non rivelare la propria identità. Già questo lo rende un personaggio misterioso e affascinante che, per molti minuti non sentiamo parlare, ma vediamo solo scrivere. Sarah entra in comunicazione con lui e, con la sua emotività, sembra capace di rompere una routine consolidata da parte dell’intermediario. Man mano vediamo Ash prendere informazioni su di lei e osservarla in Rete attraverso le sue tracce lasciate sui social network. Sono due persone sole, che non possono trovare aiuto al di fuori del loro contatto e questo rende incandescente ogni istruzione, ogni dettaglio, ogni elemento della strategia per depistare i loro inseguitori. È intrigante questa loro vicinanza nella distanza fisica e tiene incollati alla storia nell’attesa che arrivi il momento dell’incontro reale in carne ed ossa. Quando, però, avviene, non c’è tempo per una linea romantica del tutto assente, solo un attimo di tenerezza soffocato dal ritmo concitato della fuga. Il tempo rarefatto per sfuggire ai sicari della multinazionale non concede allo spettatore di farsi domande oltre quello che vede ed è questo ciò che rende del tutto inaspettato il finale.

 

Un tema di attualità affidato ad un solido cast tecnico-artistico

La coprotagonista Sarah è portatrice di un segreto che riguarda i dati di una ricerca su un tipo di grano prodotto da una multinazionale. In base ai risultati da lei raccolti e oscurati dall’azienda, il prodotto avrebbe delle gravissime controindicazioni sulla salute umana. L’ambito della sofisticazione alimentare e degli effetti collaterali di una produzione globalizzata è di grande attualità. Il sostrato che costituisce la posta in gioco di tutto il thriller richiama quindi l’attenzione dello spettatore che si sente immerso in un clima di forte realismo. Anche tutti i tasselli di cui si compone il puzzle creato da Ash per sviare gli inseguitori non mancano mai di credibilità e soddisfano la domanda di precisione che proviene da parte di un pubblico affezionato al genere.

Merito di quanto sopra va all’esperto regista David Mackenzie che ha saputo mettere in scena una sceneggiatura precisa e accurata creando un’atmosfera cruda e realistica. Non di meno vanno elogiati gli interpreti, tutti pienamente nella parte, anche i secondari. In particolare, l’anglo-pakistano Riz Ahmed, nei panni di Ash, è attore capace di trasmettere pathos anche solo con la sua presenza silenziosa. Accanto a lui, Lily James, nei panni di Sarah e Sam Worthington, in quelli del sicario dell’azienda, completano un cast principale costituito da professionisti di prim’ordine.

 

Giovanni Capetta

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