La cuginetta di Superman non si sente a casa sulla Terra. Preferisce vivere lontano dal nostro Sole Giallo che le dà la sua forza sovrumana, ma proprio per questo le impedisce di ubriacarsi. Sarà l’incontro con un’orfanella vendicativa a farle cambiare idea e diventare davvero Super.
Se tutti i film fossero valutati dal successo al primo weekend di botteghino, Supergirl registrerebbe un deciso passo indietro rispetto alla pellicola di esordio del nuovo DC Universe di appena un anno fa. Il sorridente e ottimista Superman di James Gunn – produttore capo dell’universo cinematografico DC – si era preso il primo posto degli incassi tra i cinecomics, facendo tremare per la prima volta la tirannia della Marvel.
Supergirl probabilmente non raggiungerà la vetta del cugino, ma gli rimane fedele, con una storia più semplice e meno spettacolare – e che ruba un bel po’ di idee a Mad Max! – che cavalca il tema del primo film: la bontà sopra tutto, che supera l’ideale eroico del vecchio corso DC. Il nuovo Superman ha abbandonato i toni e colori cupi del primo ciclo di Zack Snyder, perfetto per il distopico Watchmen, meno per il Supereroe cresciuto in una fattoria da due amorevoli genitori e che lotta per la “Verità, Giustizia e lo Stile di Vita americano”. Superman non è più l’Uomo d’Acciaio, è un ragazzone gentile con le fossette sulle guance, che conquista i cuori della gente e persino della cuginetta imbronciata, quasi il simbolo della vecchia DC, a cui dona una tuta simile alla sua, molto colorata e forse ridicola, ma che serve a dare speranza alle persone.
In un mondo affascinato dal male, Supergirl preferisce un Sole Rosso che la rende normale. È la ricerca del Bene che la fa diventare Super, facendole trovare quel Sole Giallo che forse sarà banale, ma è sempre lì ogni giorno a ricordarci che la luce è a portata di mano.
Claudio F. Benedetti
Tag: 4 stelle, Avventura, Azione, Fantascienza, Film per tutti