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10 giorni senza mamma

10 giorni senza mamma


TITOLO ORIGINALE: 10 giorni senza mamma
REGISTA: Alessandro Genovesi
SCENEGGIATORE: Alessandro Genovesi - Giovanni Bolognetti
PAESE: Italia
ANNO: 2019
DURATA: 94’
ATTORI: Fabio De Luigi - Valentina Lodovini - Diana Del Bufalo - Antonio Catania
SCENE SENSIBILI: espressioni volgari e doppi sensi a sfondo sessuale.
5 votes, average: 4,20 out of 55 votes, average: 4,20 out of 55 votes, average: 4,20 out of 55 votes, average: 4,20 out of 55 votes, average: 4,20 out of 5

Carlo è un padre di famiglia totalmente preso dal lavoro. Sua moglie Giulia, che da tempo ha rinunciato alla carriera di avvocato per occuparsi dei tre figli, comincia ad accusare la stanchezza per i mille impegni della vorticosa vita famigliare e un giorno, a sorpresa, annuncia di volersi regalare una vacanza a Cuba con zia Caterina. Carlo deve così farsi carico della gestione domestica per dieci lunghissimi giorni, proprio mentre a lavoro viene affiancato da un giovane e ambizioso collega che vuole fargli le scarpe. Riuscirà a barcamenarsi tra casa e ufficio senza fare troppi danni?

Diventare padre in 10 giorni

Tornano a collaborare, dopo cinque anni, il regista Alessandro Genovesi – che nel frattempo è uscito in sala con altri due film, Ma che bella sorpresa e Puoi baciare lo sposo – e Fabio De Luigi. Lo fanno di nuovo con una divertente commedia familiare (dopo Happy Family e Il peggior Natale della mia vita), che racconta il percorso di maturazione di Carlo, decisamente infantile e arroccato su una serie di luoghi comuni alquanto anacronistici, soprattutto per quanto riguarda la rigida spartizione dei ruoli tra marito e moglie. È un uomo, il protagonista, che nonostante i tre figli non è ancora diventato padre e il viaggio a Cuba della moglie rappresenta l’occasione per mettersi finalmente alla prova. Da zero a cento in dieci giorni, si potrebbe dire, perché se all’inizio della storia il coinvolgimento di Carlo nelle faccende famigliari è praticamente nullo, in assenza della moglie, da un momento all’altro, tutto inizia a gravare sulle sue spalle, fra lo scetticismo della prole stessa sulle sue reali possibilità di sopravvivenza. Insomma, un’autentica “mission impossible” per uno che non sa nemmeno dove vadano a scuola i propri figli.
Nonostante quindi le premesse per niente benauguranti, il protagonista decide di raccogliere la sfida, più per una forma di orgoglio o narcisismo infantile che per un reale interesse nei confronti dei bambini, e le sue disavventure da antieroe solitario sono l’occasione per scandagliare gli equilibri cruciali che regolano la vita di ogni famiglia: la divisione dei compiti tra genitori, la gestione di tempi e spazi, l’ordine di priorità tra lavoro e famiglia, le difficoltà di comunicazione tra generazioni diverse (problematica incarnata alla perfezione da Bianca, la piccola di casa, che con i suoi teneri ma incomprensibili farfugliamenti rappresenta un autentico grattacapo per il capofamiglia).

Una commedia godibile e dalle pennellate surreali

Tanti gli spunti di riflessione lanciati ma sempre in modo leggero, anche grazie a una trama estremamente esile (soprattutto nella parte centrale del film) costruita più sulle situazioni comiche – tutte decisamente efficaci, grazie a un fantozziano De Luigi – che su una vera e propria progressione di svolte.
I temi sono comunque affrontati in chiave originale e le problematiche familiari sono portate alle estreme conseguenze, regalando al tono della commedia pennellate surreali (come i denti da coniglio che Carlo indossa nella fase centrale del film). Ne esce un film decisamente godibile, per niente superficiale, con un finale ironico ma anche emozionante che sorprende ribaltando gli stereotipi.

Scegliere un film 2019

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