Alessandra e Valerio si conoscono per caso sull’autobus: tra i due c’è subito grande feeling e dopo uno scambio di vedute acceso su questioni anche molto personali, finiscono subito a letto insieme. Solo in seguito scoprono che la donna è la nuova professoressa di Lettere nel liceo dove l’uomo lavora come preside. I due provano a tenere nascosta la loro relazione ma il banco salta quando lei scopre di essere incinta: sembra un miracolo perché lui pensava di essere sterile mentre lei aveva fallito anche l’ultimo tentativo possibile di avere figli con l’inseminazione artificiale (in Spagna). Potrebbero essere le premesse per una commovente storia di amore famigliare, ma le differenze di vedute renderanno tutto decisamente complicato…
Il mondo degli uomini e quello delle donne sono due metà opposte e complementari dello stesso universo. Questa verità sembra essere il cuore dell’ultimo film di Massimiliano Bruno che con un certo equilibrio ci racconta la storia di due persone di mezza età che provvidenzialmente si incontrano e si scontrano un giorno come tanti altri, e anche se entrambi avevano ormai perso ogni speranza di diventare genitori, si ritrovano incredibilmente in attesa di un bambino.
Accade così che a metà del guado, questi due adulti single e abbastanza complicati, per provare a far funzionare il loro rapporto e a crescere insieme un figlio, si ritrovano a dover rimettere in discussione molte delle loro abitudini e anche le rigide convinzioni costruite negli anni su come vada la vita ed il mondo.
Le posizioni di partenza praticamente su ogni aspetto del vivere umano sono lontanissime, per non dire opposte: lui è tradizionalista e “istituzionale”, preside in un liceo di Roma (si lascia intendere per qualche sorta di raccomandazione) ma anche appassionatissimo di calcio e forse un po’ infantile (si ritrova ancora con i fratelli coetanei per giocare a Subbuteo bevendo “birette”), legatissimo alla famiglia e soprattutto ad un padre padrone che detta la linea etica comportamentale a tutto il parentado; lei invece è impegnata nel sociale ed anticoformista (insegna Dario Fo agli studenti), portatrice uterina delle istanze più estreme di preoccupanti ideologie femministe, una di quelle donne (ma esistono veramente?) che i figli se li farebbero da sole per principio, solo per dimostrare l’emancipazione dal patriarcato.
Hanno in comune, d’altra parte, una grande paura dell’amore, dato che entrambi hanno per ragioni diverse una ferita aperta con la figura paterna. Dinamica questa forse un po’ didascalica e meccanica nel rapporto causa-effetto che porta al blocco del loro rapporto, ma comunque efficace ed indubbiamente verosimile nel bilancio della storia.
Complessivamente comunque lo stile narrativo è asciutto, senza grandi iperboli e improntato alla verosimiglianza, a parte un paio di situazioni più spinte in direzione della commedia (ad esempio i vicini spacciatori, con i quali Alessandra ha un rapporto abbastanza surreale). Un film piuttosto serio quindi che affronta tematiche importanti, raccontando anche i rapporti tra generazioni e i problemi reali di persone diverse per età, genere ed estrazione sociale. Tutte queste cose sono molto spiegate dai dialoghi decisamente ricchi, che fanno emergere una dopo l’altra le tante differenze tra i due protagonisti: per tutta la storia c’è infatti un grande equilibro nell’approfondimento e nelle ragioni di entrambi e ad un certo punto sembra pari e patta, con i due arroccati su posizioni opposte ed apparentemente inconciliabili.
A dirla tutta, questa apparente assenza di giudizio può essere interpretata come un merito della sceneggiatura, che riesce a farci avere compassione per entrambi (soprattutto dopo che abbiamo conosciuto insieme a loro le rispettive famiglie di origine) e senza domandare quasi mai da quale parte stia la ragione… Anche se alla fine è lui quello più aperto al cambiamento e a fare dei passi verso l’altra persona, mentre lei è più ferma sulle sue posizioni.
Concludendo, il film sembra dirci che così vanno le cose, può non piacere ma è così il mondo in cui viviamo. Sarà vero?
Gabriele Cheli
Tag: 3 stelle, Commedia, Film Italiani