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Cyrano

Cyrano


TITOLO ORIGINALE: Cyrano
REGISTA: Joe Wright
SCENEGGIATORE: Erica Schmidt
PAESE: UK, USA, Canada e Italia
ANNO: 2021
DURATA: 124'
ATTORI: Peter Dinklage, Haley Bennett e Kelvin Harrison Jr.
SCENE SENSIBILI: Nessuna
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Francia, metà del ‘600. Cyrano è un soldato valoroso che al talento per la spada affianca quello per la prosa e la poesia. Nonostante le sue virtù, però, non riesce a confessare il proprio amore a Rossana, sua amica di lunga data e donna dalla incomparabile bellezza. È condizionato, infatti, da un aspetto fisico non ordinario e dal conseguente timore di sentirsi rifiutato. Quando nel suo reggimento arriva il piacente Christian, però, gli avvenimenti precipitano: tra il cadetto e Rossana è amore a prima vista, e la donna prega Cyrano di invitare il giovane a scriverle. Di fronte all’incapacità di Christian nell’esprimere a parole i propri sentimenti, Cyrano decide di prestargli la sua penna, scrivendo all’amata in sua vece. Questo triangolo amoroso, tuttavia, ostacolerà i piani del conte de Guiche – pretendente alla mano di Rossana – scatenando il suo risentimento…

Cosa funziona, cosa no

Dopo aver conseguito numerosi successi di pubblico e critica con titoli quali Orgoglio e pregiudizio, Espiazione e L’ora più buia, il regista Joe Wright torna sul grande schermo con la storia di Cyrano De Bergerac. Si cimenta, però, in un’impresa non scontata: al cinema, infatti, porta l’adattamento dell’omonimo musical che la moglie dell’attore protagonista, Peter Dinklage, scrisse per Broadway nel 2019.
Alle qualità già ampiamente dimostrate dal regista si aggiunge, nel lungometraggio, l’interpretazione di Dinklage che regala al pubblico una performance sincera e particolarmente convincente. Il nanismo da cui è affetto l’attore diventa, infatti, parte integrante del racconto, sostituendo quel naso sproporzionato che deturpava l’aspetto del protagonista nella commedia originale. Questo fa sì che le insicurezze di Cyrano, la derisione di chi lo chiama “mostro” e lo giudica solo dalle apparenze, o la cecità di Rossana di fronte ai sentimenti dell’amico risultino tanto credibili quanto dolorose agli occhi dello spettatore.
Nella costruzione del personaggio di Rossana è evidente il tentativo di darne una nuova lettura, che vira abbastanza prevedibilmente sui toni di una donna che non è disposta ad accontentarsi di quello che la società del tempo desidera per lei (un matrimonio conveniente e senza amore), e pronta a rischiare tutto per evitare un destino prestabilito. Tema onorevole e che strizza l’occhio al femminismo d’oggi giorno, ma che sarebbe stato bello vedere affrontato con un approccio meno inflazionato.

Si fa presto a dire musical

L’ostacolo maggiore, tuttavia, a una critica interamente positiva del film rimane la componente più propriamente musical(e): non è un mistero negli ambienti hollywoodiani che la ricetta del musical perfetto sia ben difficile da trovare, soprattutto oggi – ne sanno qualcosa i poveri produttori di Cats (2019). Wright inciampa in una messa in scena fin troppo teatrale, al limite del manierista, e in una serie di coreografie dove la commistione tra passato e contemporaneità risulta piuttosto straniante. La colonna sonora, inoltre, a cui ha lavorato la band indie-rock dei The National, risulta sì piacevole all’ascolto… ma non abbastanza coinvolgente da rimanere nella testa (e nelle orecchie) dello spettatore all’uscita dal cinema.
Alla fine, comunque, ciò che salva questo Cyrano è la forza straordinaria della storia di partenza: un grande amore, ostacoli insormontabili, e un’incomunicabilità relazionale che mina qualsiasi chance di felicità. Solo per una storia così si navigano due ore non riuscitissime di film.

Rachele Mocchetti

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