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A proposito di Davis


TITOLO ORIGINALE: Inside Llewyn Davis
REGISTA: Joel Coen e Ethan Coen
SCENEGGIATORE: Joel Coen e Ethan Coen
PAESE: USA
ANNO: 2012
DURATA: 105'
ATTORI: Oscar Isaac, Carey Mulligan, John Goodman, Justin Timberlake, F. Murray Abraham, Garret Hedlund
SCENE SENSIBILI: nessuno.
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

Llewyn Davis è un giovane musicista folk tanto ambizioso quanto cinico che, nonostante qualche colpo di sfortuna e svariati errori, non demorde e continua a tentare il successo nell’impietosa New York degli anni Sessanta. Così, senza un soldo, senza fissa dimora e senza una relazione stabile, passando da un divano all’altro e da un piccolo ingaggio all’altro, seminando impunemente figli illegittimi, giunge anche per lui la grande occasione: un provino davanti a un famoso produttore. Nemmeno questa però sembra essere la volta buona…

La musica la vera protagonista

Nostalgica e ironica, delicata e cinica, l’ultima fatica dei Coen è una miscela sapiente di sapori ben diversificati. Il tutto per raccontare e celebrare colei che è la vera protagonista della vicenda, la musica. Si tratta infatti di un vero e proprio tributo alla musica, evidente fin dalla scelta di Oscar Isaac nei panni del protagonista. I Coen non si sono arresi finché non hanno trovato un attore che non solo rispecchiasse in pieno l’idea che si erano fatti di Llewyn Davis, ma fosse anche in grado di interpretare in prima persona le canzoni. Da Hang me a Fare Thee Well, passando per Green, Green Rocky Road, la storia si anima, si colora di sentimenti nuovi e si riempie di note. Le canzoni, dunque, più che comporre una colonna sonora e regalare qualche istante di vivacità sullo sfondo, incarnano il vero e proprio tessuto della storia. Per questo motivo non ci vengono restituite a stralci, o in sottofondo, ma ognuna di esse viene interpretata per intero dal protagonista.

Quando il talento non basta

La trama è piuttosto semplice; notevole la maestria dei due registi nel dipanarla. Il tracciato seguito è circolare: la storia finisce esattamente al punto in cui era iniziata. Com’è ovvio, però, la scena iniziale, dapprima indecifrabile, a fine storia si carica di senso. Questo elargire dettagli poco a poco, distillando informazioni col contagocce, è una scelta narrativa che permane in tutta la storia. Nessun amo viene gettato senza poi non essere ripreso nel corso degli eventi, a cominciare dallo smarrimento del gatto, che avviene a inizio film. Davis passerà buona parte del tempo a cercare un gatto rossiccio, di proprietà di una coppia di amici, che si è smarrito a causa sua. Questa in fondo è anche la sua condizione: Davis ha smarrito se stesso, ed è ciò di cui davvero va in cerca. Alla fine, pur non riportando a casa l’animale, non fallisce del tutto il suo scopo. Ciò che ottiene è un briciolo di consapevolezza in più di chi sia e di cosa voglia. La ricerca del gatto si rivela così il filo rosso della storia; all’interno di questa peregrinazione surreale scopriamo insieme al protagonista qualcosa in più di lui. Caparbio e fragile, ambizioso e disilluso, inquieto e apatico, Llewyn Davis muove i suoi passi in un mondo troppo duro perché egli riesca a dotarsi di una scorza inviolabile. Non basta quindi l’agilità di un felino nel mettere i piedi nei punti giusti, ci vogliono anche tanta fortuna e quel po’ di follia entusiastica sufficiente a fargli prendere le cose meno seriosamente, dote di cui egli è ormai completamente sguarnito. Il lucido e impietoso giudizio di Grossman lo mette di fronte al fatto che esser bravi non basta, perché con la musica folk non si diventa ricchi. Questo è ciò che probabilmente premeva dire con questo film ai fratelli Coen, entrambi appassionati di musica. Negli anni Sessanta in tanti, come Llewyn Davis, avevano il talento “giusto” per sfondare, ma avevano scelto il genere musicale “sbagliato”. 

A ciascuno il suo…

La tentazione finale dunque è quella di abbandonare tutto, dare un calcio definitivo al sogno di una vita, come ha fatto qualche tempo prima, in maniera ancora più drastica, il suo amico e partner Mike. Ma nemmeno questo gli riesce. Quando Davis decide di riarruolarsi in marina scopre di non avere più le carte in regola per poterlo fare. Non gli resta che confondersi tra gli spettatori, nel locale dove è solito suonare, e guardare da lontano, con un misto di sospetto e curiosità, l’esibizione di un giovanissimo Bob Dylan, colui al quale toccherà di sfondare, nella sua stessa città, nel suo stesso tempo, nel suo stesso genere musicale. A ciascuno il suo, sembrano voler dire con il consueto cinismo i Coen. C’è chi nasce leone e chi invece, tutta la vita, è destinato a rimanere un gatto meticcio senza nome.

Scegliere un film 2014

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