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Agata Christian – Delitto sulle nevi


TITOLO ORIGINALE: Agata Christian - Delitto sulle nevi
REGISTA: Eros Puglielli
SCENEGGIATORE: Mariano Di Nardo, Federico Fava, Antonio Manca, Eros Puglielli
PAESE: Italia
ANNO: 2026
DURATA: 109'
ATTORI: Christian De Sica, Lillo Petrolo, Paolo Calabresi, Maccio Capatonda, Giorgio Colangeli, Ilaria Spada, Sara Croce, Tony Effe, Chiara Francini, Marco Marzocca, Enzo Paci, Alice Pagani, Giselda Volodi, Caterina Balivo
SCENE SENSIBILI: Nessuna
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Christian Agata è un investigatore privato sarcastico ed eccentrico quanto di talento e successo, anche grazie alle numerose comparsate televisive. Viene invitato a trascorrere un fine settimana nel castello sulle Alpi, dimora della ricca famiglia Gulmar, per girare uno spot promozionale dell’ultimo gioco da tavolo prodotto dall’azienda famigliare. Poco dopo il suo arrivo viene trovato morto Carlo Gulmar, il capostipite e Agata non può che cimentarsi nella scoperta del colpevole. Come in ogni giallo che si rispetti, tutti i presenti nel lussuoso maniero sono sospettabili: dalla moglie di Carlo, a suo figlio e sua figlia, fratellastri in competizione, dalla segretaria al giardiniere tuttofare. A coadiuvare (si fa per dire) Agata, guidando le indagini vi sono il brigadiere Vanni Cuozzo e l’appuntato Tarda. Proprio come in un gioco da tavolo gli indiziati compiono le loro mosse rendendo fino alla fine sempre più difficile per Agata rivelare la verità.

 

Un film non all’altezza del suo titolo.

Onore al merito di chi si è inventato il titolo di Agata Christian, un gioco di parole perfetto per presentare De Sica come protagonista e inserirlo nel genere giallo con il richiamo alla celeberrima scrittrice. Intervistato in occasione dell’uscita del film, De Sica ha detto: “Questo è un dramedy composto dal giallo e dalla commedia e credo sia il primo in Italia”. All’abile operazione di marketing non ha fatto seguito la costruzione di un film pienamente riuscito.

L’intento del regista Eros Puglielli era senz’altro quello di bissare il successo del cinepanettone Cortina Express, anch’esso con De Sica e Lillo Petrolo, insieme ad un cast corale di comici. Così ha dichiarato Puglielli: “Sono un fan del giallo e della commedia. Sono due generi distanti, ma ho sempre creduto nella possibilità che potessero stare bene insieme. Penso che nel crime ci sia sempre il pericolo di incappare nel ridicolo, viceversa nella comicità c’è sempre un po’ di tensione”. Eppure qui la sceneggiatura non riesce ad ibridare in modo convincente il genere giallo con quello comico. Nonostante l’espediente tipico della valanga che isola tutti i sospettati in un unico luogo senza poter comunicare con l’esterno, l’adrenalina per la ricerca del colpevole non decolla mai abbastanza, mentre la comicità è affidata a gag isolate fra loro che non seguono un andamento costante e soprattutto non fanno risaltare le doti attoriali dei vari interpreti coinvolti.

 

Un cast corale sotto impiegato

Come detto, il cast corale di comici sullo schermo non pare valorizzato al meglio. Se è vero che in un giallo è molto importante lo spessore dei protagonisti, qui essi sono appena sbozzati. De Sica è onnipresente, fa il suo, ma la battuta non sempre va a segno. I Carabinieri Cuozzo, interpretato da Lillo Petrolo (personaggio che vuole evidentemente echeggiare “l’elementare Watson”, qui nel senso di assistente goffo) e Tarda -un Paolo Calabresi abile nella particolare cadenza montanara – sono eccessivamente inetti. Si distingue Maccio Capatonda nei panni di Walter Gulmar, il figlio del padrone di casa, viziato e surreale, ma Colangeli, nel suo doppio ruolo, è poco più di una funzione e così Marco Marzocca, Chiara Francini ed Enzo Paci, per non parlare di Ilaria Spada. Inoltre occupano la scena anche due interpreti che non sono attori e ce ne accorgiamo (!): sono la influencer Sara Croce e il rapper Tony Effe. I personaggi si assottigliano sulla scena come le pedine che li rappresentano nel gioco da tavolo Crime Castle, una sorta di Cluedo che va in scena con loro.

La critica è divisa fra chi ha trovato il film un insieme di ingredienti troppo vari e poco amalgamati – c’è persino il deus ex machina di un feroce orso i cui effetti speciali lasciano un po’ a desiderare – e chi, invece, sostiene l’auspicio di regista e produttore di dar vita a una saga con Christian Agata o di ispirarsi a questo “pilota” per una serializzazione. Difficile prendere posizione anche se tendiamo a prediligere un umorismo più sottile e sagace e un giallo capace di suscitare una suspence più marcata. Sarà il botteghino a decretare il futuro.

 

Giovanni Capetta

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