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Allied – un’ombra nascosta


TITOLO ORIGINALE: Allied
REGISTA: Robert Zemeckis
SCENEGGIATORE: di Steven Knight
PAESE: Usa
ANNO: 2016
DURATA: 124'
ATTORI: Brad Pitt, Marion Cotillard, Jared Harris, Lizzie Caplan.
SCENE SENSIBILI: alcune scene sensuali e di violenza nei limiti del genere.
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Max, canadese che opera come spia per gli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, conosce la bella Marianne durante una pericolosa missione a Casablanca; si innamorano e lui riesce a farla arrivare in Inghilterra, dove i due si sposano e hanno una bambina sotto le bombe dei tedeschi. Un anno dopo, però, i capi dell’agente gli rivelano che Marianne forse non è chi dice di essere e il mondo di Max crolla…

Una storia d’amore deludente e prevedibile

Premesse interessanti e svolgimento deludente per questo film d’amore e guerra che sfodera un cast di prim’ordine ma poi offre ben poche sorprese allo spettatore. L’amore nato “sotto il segno del pericolo” tra l’affascinante spia canadese con il cuore in inverno (che peraltro si scioglie con una certa facilità, considerate le premesse) e la misteriosa donna francese che dichiara fin da subito la sua abilità nel fingere persino sui sentimenti, dopo una prima parte ricca di azione (per quanto un po’ patinata) si sposta a Londra, dove la donna si trasforma in una casalinga / mamma perfetta… forse troppo perfetta per essere vera.

Un film manieristico insignificante

Il problema del film, girato con abbondanza di mezzi e notevoli capacità tecniche, è che la storia procede per binari largamente prevedibili, annullando l’interesse che la sorpresa per un possibile “tradimento” di Marianne avrebbe potuto suscitare.
I due protagonisti sono abbastanza convincenti (più la Cotillard che Pitt, a dire il vero), ma la chimica tra loro resta più dichiarata che sentita, e si gioca meno di quanto si sarebbe potuto sulle ambiguità del personaggio femminile – per non parlare di alcune incongruità del plot che non si noterebbero così tanto se si fosse emotivamente più coinvolti nelle vicende delle due ex-spie.
Dove si vorrebbe rappresentare un dramma appassionante, lo spettatore scorge invece la mano pesante dello sceneggiatore, che ambisce a evocare, specie nella prima parte, mostri sacri come Casablanca, mentre questo racconto resta un compito svolto diligentemente di cui ci si dimenticherà un attimo dopo averlo visto.

Luisa Cotta Ramosino

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