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Ant-Man and the Wasp: Quantumania


TITOLO ORIGINALE: Ant-Man and the Wasp: Quantumania
REGISTA: Peyton Reed
SCENEGGIATORE: Jeff Loveness
PAESE: USA
ANNO: 2023
DURATA: 125'
ATTORI: Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Douglas e Michelle Pfeiffer
SCENE SENSIBILI: violenza nei limiti del genere
1 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 5

Dopo aver contribuito a salvare il mondo insieme agli Avengers, Scott Lang si gode la sua popolarità, passando il tempo insieme alla famiglia e scrivendo delle sue gesta. Ma è proprio l’adorata figlia Cassie a fargli indossare nuovamente le vesti da Ant-Man: un suo esperimento finito male trasporta l’intera famiglia nel regno quantico, dove incontrerà un nuovo potente nemico, Kang il Conquistatore.

Nuova fase, vecchie idee

Il trentunesimo (!) film del Marvel Cinematic Universe apre la cosiddetta fase 5 dell’universo cinematografico creato dal visionario produttore Kevin Feige. Una fase introdotta negli scorsi anni attraverso altri film – come Spiderman: No Way Home e Doctor Strange nel multiverso della follia – e serie tv – quali Wandavision e Loki – che hanno come minimo comune denominatore la presenza del multiverso. Infiniti mondi, infiniti eroi, infinite storie: tutte, apparentemente, legate da un super cattivo di nome Kang, capace di viaggiare tra le varie linee temporali e imporre il suo dominio su di esse e sui vari sé sparsi nel multiverso.
Dopo la Saga dell’Infinito, che aveva come principale antagonista Thanos, ecco dunque un nuovo tiranno da sconfiggere. Nella precedente serie di film, culminata con lo storico successo al botteghino di Avengers: Endgame, il titano voleva conquistare il potere delle Gemme dell’Infinito per il nobile obiettivo di riequilibrare un universo affamato a causa della sua sovrappopolazione, a scapito però della letterale polverizzazione di metà dei suoi abitanti. L’antagonista della Saga del Multiverso, presentato al cinema per la prima volta in Ant-Man and the Wasp: Quantumania, ha invece l’unica ambizione della conquista di un potere personale: come ogni Conquistatore, Kang si concentra sull’accrescimento e l’affermazione del suo impero sugli altri. Non ha un’ideologia, seppur folle e spietata, come quella di Thanos. La sua fame di potere è fine a se stessa, e il risultato è un nemico che manca di tridimensionalità: una tempesta da arrestare, una trottola impazzita. Così appare dal film, che alla fine dei titoli di coda promette che Kang tornerà e propone una post-credit scene con Loki, il fratello di Thor, che sembra riconoscerlo. In effetti è solo attraverso la visione della serie Loki, disponibile su Disney +, che si incontra per la prima volta una delle multiversioni di Kang e se ne conosce l’agenda personale. Insomma, se si vogliono capire le vere ragioni dell’antagonista di Ant-Man & the Wasp: Quantumania, bisogna mollare i popcorn e fiondarsi sul divano…

Quando l’antagonista prende il posto del protagonista

Kang, Loki… e Ant-Man? Il film lo vede come protagonista, ma presto lascia intendere che il suo intervento, come in Avengers: Endgame, sia solo funzionale allo sviluppo della trama. Di nuovo è un viaggio nella terra dei quanti l’incidente scatenante: nella Saga dell’Infinito permise ai Vendicatori di tornare indietro nel tempo e salvare la terra, stavolta invece sembra metterla di nuovo in pericolo. Poco importa che stavolta la colpa del viaggio inaspettato nel minuscolo mondo sia di Cassie, la figlia di Ant-Man. Anzi, il guarda-caso è dietro l’angolo, come la presenza dell’intera famiglia Lang-Van Dyne. Una allegra scampagnata in un microscopico, pericolosissimo universo. Ci sono tutti: nonni, genitori, nipote. Tutti insieme a combattere un nemico sulla carta imbattibile, che nel corso del film si rivelerà sempre più potente e cruciale per la Saga del Multiverso, fino a diventarne il villain dichiarato. Il risultato è che i protagonisti e i personaggi minori – presentati a dir poco grossolanamente – scompaiono al suo cospetto, diventando gioco forza delle macchiette. Gli autori sembrano felici di giocarci, tanto che nel clou della battaglia finale contro M.O.D.O.K., l’araldo di Kang, la frase a effetto lanciata contro il temibile “Mental Organism Designed Only for Killing” diventa: “Non devi per forza fare sempre il cazzone”.
Insomma, un po’ come nel tragicomico Thor: Love & Thunder, gli autori, quando non hanno l’obbligo di legarsi alla trama della Saga, sembrano divertirsi con il budget e i personaggi a disposizione. Battute forzate, volemose bene, strizzate d’occhio alle correnti imperanti. La tragedia intanto va a farsi benedire, e chi vuole seguire la trama della Saga deve sforzarsi di cercarne la trama tra i vari capitoli, in sala o in tv, scovandoli in mezzo a tanto entertainment all’ingrosso.

Claudio F. Benedetti

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