Aldo, Giovanni e Giacomo ripercorrono insieme i 35 anni della loro carriera, dai primi passi nei teatri parrocchiali fino al successo degli ultimi film al cinema.
Nella mente e nel cuore della maggior parte degli italiani, Aldo, Giovanni e Giacomo sono un trio comico capace di far sorridere sempre e chiunque. Tutti ricordano gli anni di Zelig, di Mai dire Gol con la Gialappa’s o di capolavori come Tre uomini e una gamba e Chiedimi se sono felice. Nella memoria collettiva, i tre attori sono cristallizzati nel periodo più florido della loro carriera, ma il tempo è passato anche per loro e, giunti al trentacinquesimo anniversario di attività, ci accompagnano in un viaggio che ne ripercorre ogni tappa. Attitudini: nessuna si distacca dal tono puramente divertente a cui siamo abituati. Sophie Chiarello, la regista, conosce molto bene il trio: in ruoli diversi, è stata presente sui set di molti dei loro film. Nelle quasi due ore di documentario, più che sulle battute, la cineasta si concentra sui lunghi silenzi e sui “non detti”; oltre ai successi, dedica ampio spazio agli insuccessi, alle delusioni e alle fatiche che i tre – insieme ai loro collaboratori – hanno affrontato. Non ci sono sconti per nessuno.
L’intento è offrire agli spettatori un resoconto onesto, dichiarando senza mezzi termini che, per quanto a noi sembri magari tutto splendido, la realtà è fatta di alti e bassi per tutti. L’intero documentario è inoltre permeato da un senso continuo di malinconia. Ma attenzione: non si pensi a una malinconia amara: è invece quella di chi, giunto forse alla fine di un’epoca, tira le somme e si rende conto che il passato è ormai andato, ma che, nonostante la fatica, tutto è andato bene. Attitudini: nessuna rappresenta il momento in cui i comici si tolgono la maschera, si inchinano di fronte al pubblico e lo ringraziano. Una volta ogni tanto, un film “vero”, ricco di umanità, capace di ispirare fiducia nel futuro.
Sebbene questo documentario possa interessare maggiormente chi era già adulto tra gli anni ‘90 e il primo decennio del 2000, anche il pubblico più giovane, che magari conosce meno il trio, può trovarvi una propria chiave di lettura. Il titolo Attitudini: nessuna prende ispirazione dal giudizio che la maestra di Aldo scrisse su una sua pagella delle elementari. In questo senso, il film racconta la storia di tre attori che, presentandosi come “buoni a nulla”, sono partiti dai teatri parrocchiali e hanno ottenuto il successo proprio prendendosi gioco di sé stessi. In un’epoca in cui i modelli di riferimento sono spesso campioni di bellezza o eccellenze nei rispettivi settori, qui trionfano tre soggetti goffi, che hanno dalla loro solo la capacità di ridere dei propri limiti e una dote rara: una profonda amicizia.
Il documentario diventa così un elogio della semplicità, insegnando che il successo non deriva necessariamente da una performance impeccabile, ma dalla capacità di trasformare le proprie fragilità in punti di forza. Inoltre, in fondo, il trio ci ricorda la lezione più preziosa che si impara tra i banchi: l’unione fa la forza. Solo se si ha il supporto di amici veri, infatti, quell’assenza di attitudini può trasformarsi nell’ingrediente segreto per costruire una storia che dura da trentacinque anni.
Riccardo Galeazzi
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