SCEGLIERE UN FILM

Captain Phillips – Attacco in mare aperto


TITOLO ORIGINALE: Captain Phillips
REGISTA: Paul Greengrass
SCENEGGIATORE: Billy Ray
PAESE: USA
ANNO: 2013
DURATA: 134'
ATTORI: Tom Hanks, Barkhad Abdi, Barkhad Abdirahman
SCENE SENSIBILI: turpiloquio, qualche scena di violenza e numerosi momenti di tensione.
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

La storia vera di come Richard Phillips, capitano di una nave cargo americana, affronta l’assalto di pirati somali e del suo salvataggio da parte delle forze speciali dei Seal.

Tra eroi e antagonisti, un ritratto di coraggio e povertà

Se dopo aver visto Captain Phillips, provate l’indescrivibile, irrefrenabile sensazione di abbandonare il vostro paese d’origine e chiedere la nazionalità statunitense, consolatevi; non siete i soli.

Il nuovo film di Paul Greengrass inneggia, pur senza esagerare, al valore e alla forza delle truppe e degli uomini americani, che sanno come e quando agire nonostante situazioni difficili, se non impossibili. In contrapposizione al loro sangue freddo e coraggio, troviamo tre disorganizzati pirati somali, costretti dai loro capi a sabotare ricche navi occidentali. Sin dalle prime immagini, Greengrass esplicita come Muse (il capo) e i suoi pirati non siano i cattivi della Marvel, ma uomini che vivono in estrema povertà e che pensano di non avere altra scelta. “Forse in America”, risponde Muse a Phillips, interrogato sul perché non possa impiegare la sua vita in maniera diversa. Pur non demonizzando i tre antagonisti e, anzi, avendo creato per loro una backstory iniziale, l’attenzione di Paul Greengrass e Billy Ray è interamente concentrata sullo sviluppo orizzontale (narrativo) della storia, senza lasciare spazio a indagini umane e/o sociali. Mentre Gravity riesce nell’ambizioso tentativo di raccontare una vita intera attraverso l’analisi di un singolo momento, Captain Phillips non si sofferma sul passato del suo protagonista né si preoccupa di farlo evolvere e maturare. Al pubblico è dato conoscere Richard Phillips, il capitano della MV Maersk Alabama, non l’uomo, il marito o il padre.

Captain Phillips, un dramma in alto mare

Questa pecca narrativa non diminuisce l’intrattenimento che Paul Greengrass e Tom Hanks hanno architettato. Il progressivo avvicinamento della nave dei pirati e i disperati tentativi di Phillips di fermarli sono ben orchestrati su una sapiente alternanza di fallimenti e successi. Il momento in cui Muse e gli altri riescono finalmente a salire sulla nave è visivamente coinvolgente e denso di tensione. Pur non conoscendo bene i membri dell’equipaggio, il pubblico è partecipe del loro terrore. Purtroppo anti-cinematografico e forse anticonvenzionale risulta il finale. I film americani tendono ad avere protagonisti che salvano se stessi grazie alle loro capacità umane, intellettuali o fisiche. In questo caso, ci troviamo di fronte a un capitano essenzialmente passivo nella seconda parte del racconto. Phillips aspetta di essere salvato dalle forze speciali, e così succede. Trattandosi di una storia vera, è lecito ipotizzare che regista e sceneggiatore non abbiano avuto molta scelta. Tom Hanks merita una menzione speciale, in quanto riesce a regalare al suo capitano modi di fare e gestualità che non solo lo rendono reale, ma fanno dimenticare quelle pecche di sceneggiatura che, in mano a un attore meno esperto, avrebbe reso il personaggio mono-dimensionale.

Ci troviamo di fronte a un film d’azione e suspense che non vuole insegnare né esplorare nulla, se non un’appassionante vicenda di cronaca. Paul Greengrass e Billy Ray avrebbero potuto fare di più, ma per questa volta ci accontentiamo dello spettacolo avvincente e dell’adrenalina patriottica finale.

Scegliere un film 2014

Tag: , ,