SCEGLIERE UN FILM

Chi m’ha visto


TITOLO ORIGINALE: Chi m'ha visto
REGISTA: Alessandro Pondi
SCENEGGIATORE: Giuseppe Fiorello, Paolo Logli, Alessandro Pondi
PAESE: Italia
ANNO: 2017
DURATA: 105'
ATTORI: Giuseppe Fiorello, Pierfrancesco Favino, Mariela Gariga, Pino Abbrescia
SCENE SENSIBILI: linguaggio a tratti scurrile, allusioni sessuali
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Martino Piccione è un talentuoso chitarrista che si esibisce sui palchi dei più grandi musicisti italiani. L’età però avanza e lui ancora sogna di fare il grande salto da solista, per far conoscere al mondo il suo volto e la sua musica. Con l’aiuto di Peppino, che tra una tournée e l’altra lo attende nella natia Ginosa, un paesino della Puglia, Martino pensa allora di mettere in scena la sua sparizione in modo da attirare l’attenzione dei media e acquisire finalmente quella visibilità tanto agognata …

Tu vali quando non ci sei

Tu vali quando non ci sei. Tutto il film sembra essere una lenta e (poco) progressiva preparazione a questa battuta che nel finale dichiara il tema del film. Lo spunto è interessante, perché solletica stimolanti riflessioni su società e media, morbosamente ossessionati dal dramma degli scomparsi, ma lo sviluppo lascia un po’ a desiderare soprattutto perché privo di un crescendo nelle complicazioni e nella posta in gioco.
Alla fine quello che sicuramente ci ricorderemo sono l’energia e l’estro di Pierfrancesco Favino che con il suo Peppino a tratti sembra mettere in ombra il vero protagonista della storia, Martino Piccione interpretato da Giuseppe Fiorello, che ha anche co-scritto e prodotto il film.

Una storia piatta poco verosimile

Lo sceneggiatore Alessandro Pondi, qui al suo esordio alla regia, ha senza dubbio il merito di aver dato spazio alla vena comica di Favino e di aver raccontato una provincia, quella della profonda Puglia, che non è solo location ma anche protagonista grazie alla comicità e al provincialismo, un po’ caricaturale a dirla tutta, di coloro che la popolano.
Per il resto, Chi m’ha visto delude un po’ per la piattezza dei personaggi e per una generale mancanza di verità che si percepisce per tutto il film. In realtà, questo della verosimiglianza è un problema molto diffuso in un certo tipo di commedia italiana, che negli ultimi anni spesso ha scelto di raccontare storie ai confini della realtà, a volte anche favolistiche, a discapito della credibilità. Anche qui, lo spunto (che comunque pare sia ispirato ad una storia vera) strappa subito un sorriso e promette tanto, ma nella commedia, persino in quella più surreale, ci vuole verità, perché è necessario percepire le sofferenze e toccare con mano i limiti dei personaggi per poter ridere di loro e con loro. E in questo film la verità un po’ scarseggia.

Il valore di una persona si misura in base alla fama?

Da questo punto di vista, il film scade decisamente nel momento in cui entrano in gioco telecamere e giornalisti, che cominciano a interessarsi alla storia del musicista desaparecido. Quella che va in scena non è solo una storia che prende in giro i media di oggi, ma una parodia spinta che, a parere di chi scrive, si allontana troppo dal dramma dei fatti raccontati. Se fino a quel momento al pubblico era già chiesto uno sforzo significativo per credere al pretesto drammaturgico del protagonista scomparso, divertente ma non originalissimo, nel momento in cui iniziano a comparire troupe televisive e prime pagine di giornali (ci si avvicina al climax del film quando l’ambizioso Piccione conquista la copertina di Rolling Stones), c’è una fastidiosa perdita di verità che fa quasi smarrire il filo del racconto. Anche gli insert con i grandi della musica italiana che invocano il ritorno di Martino in modo talmente drammatico da risultare surreale, aumentano questo effetto di straniamento invece di conferire verità.
A parte queste perplessità, rimane comunque l’interesse per il tema proposto che lancia alcuni spunti di riflessione, forse non inediti ma sicuramente attuali e per questo interessanti. Il valore di una persona si misura in base alla fama? La risposta sembra scontata ma al giorno d’oggi non lo è per niente.

Scegliere un film 2018

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