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Cocaine – La vera storia di White Boy Rick


TITOLO ORIGINALE: White Boy Rick
REGISTA: Yann Demange
SCENEGGIATORE: Logan Miller, Noah Mil- ler, Andy Weiss, Steve Kloves, Scott Silver
PAESE: Usa
ANNO: 2018
DURATA: 110'
ATTORI: Matthew McConaughey, Richie Merritt, Bruce Dern, Jennifer Jason Leigh, Eddie Marsan
SCENE SENSIBILI: numerose scene di violenza e consumo di droga; scene a contenuto sessuale
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

1984. Il quindicenne Rick Wershe Jr. ha lasciato la scuola e frequenta le fiere di armi dove si rifornisce suo padre; poi lo aiuta a rivendere i pezzi nei quartieri più dissestati di Detroit, dove i neri controllano lo spaccio di droga, ma i loro affari si intrecciano con quelli di una polizia corrotta e violenta. Ricattato dall’FBI, che minaccia di arrestare suo padre, Rick accetta di infiltrarsi tra i trafficanti neri che ha iniziato a frequentare, portando all’arresto di molti di loro. Ma di lì a spacciare (nonostante sua sorella sia una tossica) ci vuole poco e a un certo punto proprio l’FBI decide di sacrificarlo per concludere una grossa operazione… per Rick si aprono le porte del carcere dove, nonostante la sua giovane età, resterà per un lunghissimo periodo.

Corruzione e degrado a Detroit

Dal regista del bellissimo ’71 arriva un racconto che trova il suo pregio principale nel tratteggiare un affresco desolante e desolato di una Detroit in piena crisi, dove la delinquenza (fatta soprattutto di traffico di stupefacenti, nonostante la campagna di tolleranza zero lanciata dall’amministrazione Reagan) si intreccia alla politica (uno degli spacciatori con cui ha a che fare il giovane protagonista sposa addirittura la nipote del sindaco…) e l’FBI non esita a mettere di mezzo un minore per ottenere i suoi scopi.

Guerra totale tra legge e malavita

In questo mondo brutale (che Demange fotografa stando addosso ai personaggi, macchina sempre in movimento, immagini sporche e piglio di estremo realismo) un ragazzino di 15 anni può diventare (o essere costretto a diventare) informatore per proteggere un padre dalla morale ambigua (disapprova la droga e lo spaccio, ma non si fa problemi a commerciare, più o meno legalmente, armi).
Ma può anche rimanere intrappolato dalle sue stesse menzogne, coinvolto in un mondo non privo di fascino. Paradossalmente nel film, nonostante i neri gridino alla discriminazione da parte della giustizia, si sente poco la tensione interrazziale (Rick avrà pure una figlia mulatta), tanto è vero che il giovane Rick viene accettato e arruolato… almeno fino a quando non tradirà, rischiando di finire molto male. La guerra è tra legge (a sua volta all’occorrenza capace di usare mezzi discutibili) e trafficanti/corrotti, piuttosto che tra bianchi e neri, anche perché purtroppo tanto Wershe Sr. con le armi, quanto gli spacciatori non fanno distinzioni pur di guadagnare. La qualità registica di Cocaine, così come le eccellenti interpretazioni (non solo di McConaughey, ma anche del- l’esordiente Merritt) non bastano però a dar vita a una storia coinvolgente.

Un film faticoso, che non riesce mai veramente a coinvolgere

La vicenda si dilunga su alcune situazioni del mondo criminale (che tuttavia non sempre sono facili da decifrare) e a volte non abbastanza sui passaggi psicologici dei personaggi, per poi concludere in maniera forse anche troppo sbrigativa la parabola (ispirata a una storia vera) di questo giovane uomo che gioca a fare l’adulto (nel voler guadagnare a tutti i costi, ma anche nel diventare padre ben prima del tempo). Meglio tratteggiata la figura del padre, che conserva un istinto buono (sogna di aprire una negozio di video per mantenere la famiglia) nel prendersi cura dei figli, ma fallisce forse proprio a causa della sua morale fin troppo relativa (non si preoccupa affatto di chi siano quelli a cui vende le armi, il cui possesso considera un diritto costituzionale).
Un film a tratti faticoso, che non riesce mai veramente a coinvolgere e, pur restando ammirevole nella messa in scena e nelle interpretazioni, fatica ad andare oltre lo squarcio d’epoca corretto, ma tutto sommato raramente davvero emozionante.

Scegliere un film 2019

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