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CODA - I segni del cuore

CODA – I segni del cuore


TITOLO ORIGINALE: CODA
REGISTA: Sian Helder
SCENEGGIATORE: Sian Helder
PAESE: USA
ANNO: 2022
DURATA: 111'
ATTORI: Emilia Jones, Troy Kotsur, Daniel Durant, Marlee Matlin, Eugenio Derbez, Ferdia Walsh-Peelo, Amy Forsyth
SCENE SENSIBILI: esplicite allusioni sessuali e linguaggio volgare; una scena a contenuto sessuale accennata; menzione di droghe leggere
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Ruby Rossi non è una diciasettenne come tutte le altre: unica udente in una famiglia di sordo-muti, fin dalla più tenera età si è fatta carico del ruolo di mediatrice tra i genitori con la società dei “normali”. Provata dagli orari estremi della vita da pescatore (aiuta infatti il padre e il fratello nel loro peschereccio), dal bullismo a scuola e dai comportamenti immaturi dei genitori, l’unico conforto che trova è nella musica, sua grande passione e per la quale possiede un grande talento. Intrappolata nella sua routine quotidiana, le cose cominceranno a cambiare quando l’insegnante di coro della scuola vuole candidarla per una prestigiosa college di canto…

Vincitore agli Oscar 2022 nelle prestigiose categorie Miglior Film, Miglior Attore non Protagonista e Migliore Sceneggiatura non Originale, il film, distribuito in America da Apple tv, arriva nelle sale italiane dopo la vittoria dell’Oscar, nonostante fosse già disponibile su Sky o Disney +.
CODA – I segni del cuore (CODA significa Children of Deaf Adults, cioè figli di genitori sordi) è il remake del film francese La famiglia Belier, uscito nel 2014 e di cui è possibile leggere la recensione su questo sito. Pur riproponendone la storia, CODA ha indubbiamente la volontà di offrire una resa più realistica, anche tramite la scelta inclusiva di ingaggiare attori veramente sordo-muti, che è stata poi premiata con l’assegnazione dell’Oscar come Migliore Attore non Protagonista a Troy Kotsur. Sfortunatamente, il film si posiziona molto lontano dalla qualità e dalla poeticità del suo originale francese, con il quale è inevitabile un confronto.

Il tentativo della trasposizione americana de La famiglia Belier

La storia viene narrata dal punto di vista della giovane Ruby, che si sente intrappolata nel suo ruolo di interprete fra i genitori e la comunità di pescatori a cui appartengono e preferirebbe scomparire piuttosto che essere continuamente additata dai compagni a causa della sua eccentrica famiglia. La sfida che porterà avanti nel corso del film, anche a costo di qualche forzatura, sarà quella di realizzare che anche lei è una persona che merita di essere ascoltata, attraverso la scoperta della sua bellissima voce.
Riproponendo pedissequamente la trama de La famiglia Belier – da cui si discosta solo nella scelta della professione del padre, da agricoltore a pescatore – la versione americana ne impoverisce però la scrittura, appiattendo la profondità dei personaggi e, di conseguenza, trovandosi a dover spiegare direttamente al pubblico i sentimenti dei protagonisti. Uno dei pochi apporti originali alla storia francese è quello delle love story tra teenager: tuttavia sia quella vissuta dalla protagonista sia quella di suo fratello (di cui aumentano l’avvenenza e l’età appositamente) non contribuiscono in alcun modo alla trama, ma anzi risultano alquanto posticci.
I personaggi dei due genitori, Frank e Jackie, avrebbero potuto essere i personaggi più interessanti della pellicola ma, nell’attribuir loro il ruolo comico dei genitori disinibiti e new age, li si relega quasi a elementi macchiettistici. Le tematiche interessanti e delicate legate ai loro personaggi, quali il riconoscimento della maturità dei figli – e quindi il dovere di lasciarli andare – e la problematicità dell’integrazione della comunità sordo-muta nella società normodotata, appena hanno la possibilità di emergere nella narrazione vengono poi subito abbandonate, inibendo dunque la possibilità di una maggior comprensione e profondità ai loro personaggi.

Un successo in America, ma in Europa?

CODA – I segni del cuore è una pellicola che tenta di riproporre negli Usa il successo de La famiglia Belier, ma che purtroppo fallisce nel trovare un’identità propria.
Per chi ha visto l’originale francese è difficile non notare l’indebolimento della struttura narrativa, che rischia di far perdere buona parte del significato. La banalizzazione nella scelta delle canzoni, un elemento che costituiva un autentico pilastro della pellicola francese, è un altro elemento a conferma di questo impoverimento.
Per chi invece non ha mai goduto di questo film, come la maggior parte del pubblico americano, rimane sicuramente una buona occasione per immergersi in una forte storia familiare, in cui la disabilità è raccontata nei suoi risvolti più intimi e quotidiani, e in cui la protagonista è chiamata a vivere in circostanze insolite quelle che in fondo sono le grandi sfide di tutti gli adolescenti.

Mariapaola Della Chiara

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