SCEGLIERE UN FILM

Come ti spaccio la famiglia


TITOLO ORIGINALE: We're the Miller
REGISTA: Rawson Marshall Thurber
SCENEGGIATORE: Bob Fisher, Steve Faber, Sean Anders e John Morris
PAESE: USA
ANNO: 2013
DURATA: 110'
ATTORI: Jason Sudeikis, Jennifer Aniston, Emma Roberts, Nick Offerman, Kathryn Hahn, Ed Helms
SCENE SENSIBILI: uso di droga, volgarità, turpiloquio, allusioni sessuali, scene di nudo parziale.
1 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 5

David Clark è uno spacciatore di marjuana di piccolo taglio che, per rimediare a un ammanco, si trova costretto da un boss della mafia a intraprendere una spedizione più grande di lui: recuperare in Messico una poderosa partita di cocaina e trasportarla al di là del confine. Così, al fine di non destare sospetti, imbastisce un’improbabile famiglia e si accinge a oltrepassare il confine a bordo di un voluminoso camper…

Un film comico dal ritmo serrato

Non sarà un umorismo “oxfordiano”, ma si ride spesso e di gusto davanti a questo film. Alcune gag sono davvero esilaranti, altre, a causa di un eccesso di volgarità, meno, e la risata rimane confinata alle sole labbra. Ed è un peccato, perché anche in questi casi lo spunto di partenza è buono.

Il ritmo è serrato, fin troppo: alcune scene sono talmente rapide da risultare poco chiare, se non addirittura inverosimili, e instillano quasi il desiderio di rallentare la storia, e soffermarsi un poco sugli snodi principali e sulle reazioni dei personaggi. Un esempio per tutti è il momento in cui il produttore messicano di cocaina scopre di essere stato vittima di una enorme truffa, e nel medesimo istante lo vediamo accettare la cosa (senza peraltro battere ciglio), rimboccarsi le maniche e inventarsi una soluzione. In quella scena, un minuto in più speso a mostrare reazioni collettive di stupore, incredulità, minacce e desiderio di vendetta non avrebbe guastato alla verosimiglianza della vicenda.

Affetti veri e farsa familiare

Volgarità, ingenuità e piccoli difetti tecnici a parte, Come ti spaccio la famiglia (tra parentesi, l’adattamento italiano del titolo originale è quantomeno maldestro, ma è meglio non impelagarsi ora in discussioni stucchevoli), resta un film frizzante e godibile, e meno superficiale di quel che ci si aspetti. Non è infatti un particolare di poco rilievo il fatto che di fondo costituisca un piccolo elogio della famiglia, alla stregua del suo precursore di medesimo genere, ma di maggiore poesia, Little Miss Sunshine. Una famiglia che, contrariamente alle tendenze di oggi, che letteralmente ti “spacciano” per essa una sorta di surrogato dai dubbi confini, risulta ancora formata da un uomo e una donna, e che mette al centro l’affetto e le responsabilità reciproche di chi ne è alla guida.

Una famiglia che non ha niente di esemplare, i cui protagonisti non sono rappresentati come caricature dell’uomo comune depurate da ogni peccato ed elette a modello di virtù, ma nemmeno nulla di borghese; una famiglia che presenta i caratteri di bene e di male, di bello e di brutto, che possiede ogni famiglia “vera”. David è un trentacinquenne né carne né pesce, che fino a quel momento non ha combinato niente di malvagio né di buono, ma che, nonostante le apparenze, desidera per sé degli affetti veri, non evanescenti come l’effetto delle droghe. Rose è una spogliarellista e lap dancer che, pur conducendo una vita sregolata, ha ben chiari i confini della propria dignità, ma che non ha mai ricevuto occasioni di riscatto. Casey è una senzatetto sbruffona e provocatoria che cela, dietro un’esasperata difesa della propria libertà, un disperato bisogno di trovare una casa e degli affetti stabili. Kenny è un adolescente abbandonato, che sogna di condurre una vita come quella di David, ma che in realtà, come Casey, è alla ricerca di una famiglia vera. I quattro, dentro una circostanza di per sé assurda e grottesca, come quella di dover recitare la farsa della famigliola in vacanza, si ritrovano, si riconoscono e scoprono, dentro le loro esistenze fino a quel momento vuote, una necessità comune. Finalmente possono fare l’esperienza di essere se stessi e sentirsi abbracciati completamente e gratuitamente. Come succede in una famiglia vera.

Scegliere un film 2014

Tag: ,