California. Lungo la Highway 101 ultimamente sono avvenuti dei furti eseguiti con una precisione millimetrica. L’autore è Mike Davis, un ladro gentiluomo dal passato difficile che agisce con un codice rigoroso: sempre in solitaria, mai uso della violenza, non lasciare alcuna prova. Il detective Lou Lubesnick è sulle sue tracce ma è l’unico a credere che quei colpi siano tutti di uno stesso autore e i suoi superiori non lo assecondano. In parallelo conosciamo Sharon Colvin, una brava broker assicurativa, delusa per non riuscire ad ottenere la promozione che le spetterebbe. Per compiere l’ultimo e più grande suo colpo, Mike ha bisogno di Sharon e dopo una prima resistenza, facendo leva sulla sua frustrazione, riesce a farla collaborare. A complicare le cose è l’azione di Coleman, un delinquente all’opposto di Mike, irrazionale, violento e spregiudicato. Più si avvicina il colpo finale e più si accorciano le distanze fra i personaggi costringendoli a fare i conti con le proprie scelte.
Crime 101, nonostante con le sue due ore e un quarto di durata, esuberi la lunghezza che di solito caratterizza il genere, è un thriller psicologico che tiene avvinto lo spettatore fino alla fine perché ha il pregio di definire molto bene i protagonisti e “stare con loro”. È evidente il debito della sceneggiatura alla scrittura autorevole di Don Winslow, che, con il suo racconto, è all’origine del film. Il ladro Mike non compie azioni meritevoli, i furti sono pur sempre reati gravi, eppure con il suo stile e la sua attenzione a non commettere violenza ci attrae e siamo dalla sua parte, soprattutto quando il pericoloso Coleman cerca di prendere il suo posto, con la forza. Nel corso del film Mike cede alla tenerezza per una donna e anche questo ce lo avvicina.
Dall’altra parte, l’agente Lou è un coprotagonista altrettanto empatico perché la moglie lo ha appena lasciato, i suoi capi gli sono ostili, eppure lui crede nelle sue intuizioni ed è disposto ad agire da solo pur di arrivare alla verità.
Terza figura che seguiamo con simpatia è Sharon, perché anche lei sul lavoro sta subendo un’ingiustizia e sceglie una strada alternativa per la propria realizzazione. In questo modo si forma un triangolo in cui tutti e tre i vertici si muovono con una motivazione forte e che emotivamente li legittima nel loro agire. In sostanza il tirante del racconto non è soltanto l’esito del piano per realizzare l’ultimo colpo miliardario, quanto piuttosto vedere l’evoluzione dei nostri personaggi che sono chiamati a trovare la verità di loro stessi.
Un film così imperniato sui suoi protagonisti aveva bisogno di un cast di attori all’altezza e li troviamo in Chris Hemsworth, Mark Ruffalo ed Halle Berry. Hemsworth è abile ad assumere quell’aura misteriosa che caratterizza il suo ruolo di ladro gentiluomo. Ruffalo, stazzonato ed inquieto, rende perfettamente la figura del poliziotto incompreso e solitario. Halle Berry, infine, con la sua seducente bellezza, recita bene la parte della donna che ha puntato tutto sulla carriera ed è rimasta delusa. È ben interpretato anche il ruolo del villain violento e imprevedibile (Coleman) da Barry Keoghan e contribuiscono all’alto livello delle recitazioni i camei di Jennifer Jason Leigh e di Nick Nolte.
Il regista Burt Layton si dimostra all’altezza della sua esperienza ed è affiancato da un montatore blasonato che col suo ottimo lavoro contribuisce a rendere il racconto sempre serrato e senza rallentamenti. Los Angeles e dintorni vengono raccontati in modo anticonvenzionale senza indulgere a mostrare le bellezze opulente a cui siamo abituati, ma soffermandosi sulla ordinaria caoticità di strade e quartieri periferici. Crime 101 si presenta come un titolo che può rivolgersi ad un ampio pubblico famigliare soddisfacendo sia gli appassionati del thriller sia spettatori abitualmente più distanti dal genere.
Giovanni Capetta
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