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Deepwater – inferno sull’oceano


TITOLO ORIGINALE: Deepwater Horizon
REGISTA: Peter Berg
SCENEGGIATORE: Matthew Michael Carnahan e Matthew Sand, dall’articolo di David Barstow, David Rohde e Stephanie Saul
PAESE: Usa
ANNO: 2017
DURATA: 97'
ATTORI: Mark Wahlberg, Kurt Russell, John Malkovich, Gina Rodriguez, Dylan O'Brien, Kate Hudson.
SCENE SENSIBILI: scene di forte tensione e molto impressionanti.
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Mike Williams ha una vita piena di amore e di gioia e questo lo sa bene quando la mattina del 20 Aprile 2010 si alza all’alba per raggiungere la Deepwater Horizon, una piattaforma petrolifera sita nel Golfo del Messico. Ventuno giorni lontano dalla sua famiglia. Insieme a lui altri colleghi, tra cui Andrea – l’unica donna a bordo – e Jimmy, il responsabile operativo della installazione, si preparano a vivere isolati in mezzo al mare al servizio di un affare da miliardi di dollari. Dati gli interessi in gioco, la British Petroleum non può permettersi di tardare oltre i 43 giorni sino ad allora accumulati prima di iniziare l’estrazione del petrolio. Così Vidrine, uno dei rappresentanti della Compagnia inglese, nonostante alcuni presunti intoppi tecnici, forza la situazione e ottiene da Jimmy il via libera per procedere. Bastano, così, pochi attimi per sprigionare un inferno di fuoco che inghiottisce tra le sue fauci undici operai e determina il collasso della piattaforma. Gli atti eroici di molti lavoratori, tra cui Mike, che è l’ultimo a lasciare i rottami che affondano, hanno permesso di salvare molte vite e hanno cercato, invano, di arginare un disastro di dimensioni impietose.

La catastrofica esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon

Basato sulla reale tragedia avvenuta a bordo della Deepwater Horizon il 20 aprile 2010, il film di Peter Berg dichiara di avere due anime, di cui una per spettacolarità prende il sopravvento sull’altra e ne diventa espressione. Il tratto più evidente all’occhio dello spettatore, infatti, sono gli effetti visivi e sonori con cui è stata ricostruita la catastrofe. Nel suo cuore narrativo centrale il racconto si trasforma in quell’inferno di fuoco che fu nella realtà e la conseguenza sugli spettatori è di totale immersione nella tragedia che si sta compiendo.
Nel suo secondo aspetto, il racconto ricorda il genere di cui Erin Brockovich è stato esemplare, anche se la denuncia morale verso i responsabili di quanto accaduto non spicca narrativamente, ma si lascia esprimere e interpretare dalla spettacolarizzazione degli eventi.

La vera natura dell’uomo

Tra la mostruosità del fuoco e le accuse alla British Petroleum, che nel suo atto sconsiderato fu spinta dalla perversa bramosia affaristica verso l’oro nero, ci sono altri protagonisti a dominare la scena. Ovvero gli uomini che, a bordo dalla petroliera, fecero di tutto per evitare il peggio e per soccorrere i feriti. Tra questi, il simbolo del coraggio non solo virile ma soprattutto umano è Mike Williams, che conosciamo nella prima scena del film come amorevole – e amato – padre di famiglia. Mike veste perfettamente i panni dell’eroe. Un eroe reale, in carne e ossa, che esprime chiaramente i valori in cui crede – la famiglia, il lavoro, il rispetto della vita umana. Mike, così come tutti i colleghi che, finalmente in salvo, si radunano a pregare una volta scampati alle fiamme, è l’eroe umile al servizio degli altri che guarda in faccia il pericolo e lo affronta senza presunzione, ma con la tenacia di chi almeno ci ha provato. Di contro Vidrine, il rappresentante della British Petroleum, simboleggia, anche nel momento più drammatico del salvataggio, la codardia di chi ha sulla coscienza la responsabilità di una tragedia, ma è troppo vile e ha troppa paura di morire per affrontare le conseguenze di una decisione presa solo per motivi di interesse.

Maria Luisa Bellucci

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