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Downton Abbey: Il gran finale


TITOLO ORIGINALE: Downton Abbey: the grand finale
REGISTA: Simon Curtis
SCENEGGIATORE: Julian Fellowes
PAESE: Regno Unito, USA
ANNO: 2025
DURATA: 123'
ATTORI: Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern, Michelle Dockery, Jim Carter, Phyllis Logan
SCENE SENSIBILI: nessuna
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Siamo nel 1930 e la famiglia Crowley e la sua fedele servitù vivono i grandi cambiamenti sociali ed economici che stanno avvenendo nel Regno Unito dell’epoca. Il Conte di Grantham, dopo la scomparsa di sua madre, lady Violet, sente il peso dell’età che avanza e deve decidere se lasciare le redini della tenuta alla figlia primogenita, Lady Mary, dopo che uno scandalo l’ha travolta.

 

Una lettera di addio

Si respira un’aria malinconica sin dall’inizio di questo terzo capitolo cinematografico, creato dalla penna esperta di Julian Fellowes. Il mondo sta andando avanti e con lui anche gli eroi che abbiamo conosciuto nei 52 episodi della serie tv e nei tre lungometraggi al cinema. Il mondo elegante di Downton Abbey questa volta non deve fare i conti con la modernità che incombe, come nel secondo film della serie; la “minaccia”, questa volta, è la più naturale tra tutte: il tempo. Il Signor Carson, il maggiordomo, deve lasciare le redini della casa a Parker, il giovane cameriere. La Signora Patmore, la cuoca, deve lasciare la cucina a Daisy, sua fidata vice. Lord Grantham deve lasciare la guida di Downton a sua figlia Mary. La sfida per tutti loro è semplicemente accettare che la loro missione lavorativa sia ormai compiuta. È ora di andare in pensione, insomma. E non è facile per ognuno di loro accogliere l’idea che ciò a cui si sono dedicati per gran parte della loro vita, ora debba andare avanti con qualcun altro.

Julian Fellowes e Simon Curtis, rispettivamente sceneggiatore e regista, come già era avvenuto nei precedenti due film, non danno forti scossoni alla trama; preferiscono confezionare il miglior saluto che si possa proporre al pubblico, attraverso una narrazione rassicurante e profondamente umana. La famiglia Crowley ha resistito all’affondamento del Titanic, alla Prima Guerra Mondiale, alla morte dell’amatissimo erede, alla bancarotta, alla sfida del mondo moderno. Il dramma della Seconda Guerra Mondiale che investirà il Regno Unito da lì a nove anni, è un’ombra tanto lontana che può facilmente essere omessa da questa storia; per noi spettatori, la famiglia Crawley e la sua servitù, con questo finale, vivranno per sempre nel chiaroscuro della vita, ma sostanzialmente felici, perché fanno parte di una famiglia o una comunità lavorativa, dove alla fine dei conti ci si vuole bene. E anche questo film lo mette in scena e ce lo fa percepire in modo molto chiaro ed efficace.

 

La difficoltà di mettere la scritta Fine

Non è difficile solo per gli eroi di Downton Abbey andare in pensione, ma anche per gli autori della saga. Già la serie tv aveva avuto nel 52° episodio un bel finale. Nel 2017 però, Carnival, casa produttrice della serie, aveva dato l’avvio a un ritorno in grande stile, portando al cinema un prodotto che era stato originariamente concepito per la tv. Il successo è stato tale che i produttori hanno voluto un secondo film e alla fine, c’è stato pure il terzo. Ognuno dei tre film sembra voglia chiudere la saga eppure, dopo la dissolvenza – almeno dei primi due – c’è stato un seguito. L’impressione a cui lo spettatore non può sottrarsi davanti a Downton Abbey: il Gran Finale è che, almeno un po’, si sia voluto spremere l’arancia oltre la buccia. È vero quanto abbiamo detto sopra: davvero il pubblico affezionato alla saga si commuoverà, ma tutti gli altri magari ne vedranno maggiormente i difetti: proprio per evitare grandi stravolgimenti, la trama non presenta un forte conflitto e a tratti potrebbe risultare troppo esile. Lo scorrere del tempo, che comporta la scelta di lasciare il posto alla nuova generazione, non è un vero antagonista e ciò fa sì che non ci sia mai un reale senso di pericolo: le emozioni dunque sono più sottili.

Per rimanere fedeli al tono, si sacrifica una tensione drammatica che normalmente servirebbe a un film per garantirne il successo. Ma Downton Abbey: il Gran Finale, non va visto come un film in generale, ma come l’ultimo e – si spera – definitivo episodio di una serie tv che ha fatto innamorare gli spettatori di tutto il mondo.

 

Riccardo Galeazzi

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