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Election Day


TITOLO ORIGINALE: Election Day
REGISTA: Giorgio Amato
SCENEGGIATORE: Giorgio Amato
PAESE: Italia
ANNO: 2026
DURATA: 90'
ATTORI: Angela Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Antonio Gerardi, Crisula Stafida, Giulia Gualano
SCENE SENSIBILI: Dialoghi con numerose allusioni sessuali
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

È il giorno delle elezioni. La deputata dem, Renata Innocenti, del partito DP, dopo l’ultimo comizio, aspetta nella sua lussuosa casa, l’esito delle urne, insieme alle sue due assistenti. Centro sinistra e Centro destra, nei primi exit poll, sono testa a testa, se vincessero i progressisti a Renata la segretaria del partito ha promesso il Ministero dell’Istruzione. Come un fulmine irrompe nel clima di attesa la notizia che il nuovo compagno di Renata, Carlo De Santis, un noto giornalista sportivo, ha dato di matto in televisione sputando commenti razzisti su un calciatore di origine africana. Dal partito mandano l’ex marito di Renata, l’alto dirigente Giulio, per mettere una toppa a possibili gogne mediatiche. Nel frattempo, la figlia ribelle di Renata e Giulio s’è fidanzata con un ex divo del porno, nero, detto in arte “Furia” per le sue dimensioni e lo ha invitato per la prima volta a casa. È una tempesta perfetta che sembra travolgere Renata senza alcuna possibilità di rialzarsi.

 

Una satira politica che sfocia in farsa.

Il contesto reale nel quale viviamo è caratterizzato da una forte spettacolarizzazione della vita politica che si nutre di tutta la dimensione mediatica da cui siamo pervasi. È ormai piuttosto abituale che i politici nostrani si esprimano attraverso i social e pensino il loro agire politico in funzione della comunicazione digitale. Dato questo presupposto si capisce come la satira da un lato abbia abbondante materiale su cui lavorare, dall’altro fatichi a rendersi autonoma dalla mera cronaca che registra quanto avviene. L’operazione di Giorgio Amato ha intenzione di stigmatizzare le posizioni xenofobe e razziste della destra estrema, ma nello stesso tempo evidenzia l’ipocrisia della sinistra radical chic mettendo in mostra l’imbarazzo di quest’ultima quando si tratta di gestire nella vita privata quei fenomeni oggetto di dibattito nell’arena politica. Nel mirino dell’autore, quindi, sono entrambi gli schieramenti.

Il compagno della onorevole Innocenti è un giornalista sportivo che perde ogni freno inibitore e scarica a terra tutta la sua violenza nei confronti delle persone di colore, degli immigrati, ma anche dell’arte concettuale e di tutto il mondo che appartiene alla sinistra. La protagonista, corifea di valori quali l’uguaglianza, l’integrazione, la parità di diritti per tutti, è assistita da una coppia di collaboratrici lesbiche, in cui, però, una delle due tradisce la compagna con il dirigente ex marito della Finocchiaro. È una via per mettere in evidenza come anche la condizione omosessuale non sia esente da infedeltà e problemi e non possa essere rappresentata solo come un’isola felice.

Anche riguardo al passato di pornostar del fidanzato della figlia, l’onorevole Innocenti svela tutta la sua legittima preoccupazione riguardo a questo legame e si dimostra una mamma apprensiva e prevenuta come tante altre, alla faccia dei principi sostenuti nella sua campagna elettorale che la vorrebbero aperta e inclusiva.

Al termine dello squallido panorama descritto viene introdotto – un po’ ex abrupto – l’elemento patologico come causa scatenante i deliri del giornalista. Se le dichiarazioni che hanno creato lo scandalo mediatico hanno avuto origine dall’ameba “mangia-cervello” che ha colpito il compagno della protagonista, allora ci rendiamo conto di aver assistito ad una farsa in cui tutto quanto è stato messo in scena ha una causa scatenante che assolve il personaggio perché lo rende incapace di intendere e volere, mentre resta la denuncia nei confronti delle ipocrite incoerenze della protagonista.

 

Nell’unità di spazio e tempo si muovono personaggi caricaturali.

La commedia si caratterizza per essere ambientata nello stesso luogo – la casa dell’onorevole Innocenti – e nello stesso lasso di tempo di una notte. Numerosi sono i precedenti di questo genere, che ha la caratteristica di concentrare molto l’attenzione del pubblico sulle interpretazioni dei protagonisti. È quanto avviene anche in questo caso con il risultato che si apprezza, prima di tutto, la bravura di Angela Finocchiaro. L’attrice riesce ad essere molto rassicurante e convincente nel ruolo della politica esperta e nel contempo mette bene in luce le sue fragilità di donna, compagna e madre la cui vita privata pare andare a rotoli.

Diversamente da lei, gli altri attori e attrici appaiono più vittime di stereotipi e un po’ caricaturali nei loro ruoli. Gerardi in versione “vannacciana” è sempre un po’ sopra le righe e si stenta a credere che pensi davvero quello che dice; Tirabassi, in compenso, è un po’ scialbo e sembra servire solo a far funzionare il gioco delle parti. Anche le altre interpreti femminili -Stafida e Gualano – non paiono incarnare i loro personaggi in modo da dar loro uno spessore oltre alla funzione che devono svolgere.

 

Giovanni Capetta

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