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Ender’s game


TITOLO ORIGINALE: Ender's game
REGISTA: Gavin Hood
SCENEGGIATORE: Gavin Hood
PAESE: USA
ANNO: 2013
DURATA: 114'
ATTORI: Harrison Ford, Asa Butterfield, Hailee Steinfield, Viola Davis
SCENE SENSIBILI: alcune scene di moderata tensione.
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

In un futuro in cui l’umanità vive nel costante timore di un nuovo attacco alieno, il governo monitora ogni bambino che possa avere le abilità necessarie per salvare la terra in caso di pericolo. Tra questi, uno è l’intelligentissimo e scaltro Ender. Prelevato da casa e inviato nello spazio, Ender è sottoposto a una disciplina ferrea ma non priva di divertimento, ricavato soprattutto dall’amicizia con i compagni di classe. Quando però commette un errore fatale che costa la vita a uno di loro, Ender rimette in discussione tutto e sarà proprio la sua famiglia (in particolare sua sorella) a dargli la forza di continuare.

Un viaggio nella simulazione spaziale      

Sulla scia di Harry Potter e Hunger Games, ecco un’altra trasposizione cinematografica di una serie letteraria di successo, che vede come protagonista un giovane “underdog” a cui è affidato il destino del mondo. Con una tecnica che ricorda molto i libri della Rowling, Ender’s Game centra la maggior parte del suo racconto nella scuola militare spaziale. I punti di forza narrativi sono i rapporti con i compagni, le prime gelosie e cotte adolescenziali, così come il fascino di un mondo nuovo tutto da scoprire, dove il protagonista prima bistrattato può finalmente eccellere. Questo è il cuore del film, da un punto di vista sia grafico sia umano.

Proprio come rimanevamo affascinati dalle lezioni di pozioni e arti oscure di Harry Potter & co., così le prove di combattimento di Ender risultano immaginative e coinvolgenti. Sono la versione futuristica di comunissimi combattimenti laser, e come tali hanno un’aura familiare e nuova allo stesso tempo. Eppure proprio in questi giochi si nota una delle maggiori pecche del film: non esistono pericoli reali. Ci viene annunciato un attacco alieno, ma non ci viene mai mostrato. I ragazzi si colpiscono continuamente l’un l’altro in battaglia, ma non c’è mai il rischio di una vera ferita o perdita. Il film è una simulazione nella simulazione. Un gioco nel gioco e, come tale, difficile da prendere seriamente.

Non solo combattimenti…

Interessante è invece il tema del racconto: spesso dimentichiamo l’umanità di chi consideriamo nemico. Ender impara, suo malgrado, a conoscere la razza aliena e a comprenderne le motivazioni e il dolore; così tanto che la loro distruzione non costituisce una vittoria, ma l’angosciante consapevolezza di aver commesso un massacro. È un messaggio diverso, reale e più profondo dei soliti film di guerra o di velata propaganda. Ci fa un po’ pensare ad Hunger Games, dove è sempre chiaro che qualsiasi atto di violenza ferisce non solo chi lo subisce, ma anche chi lo perpetra.

Scelte un po’ più superficiali sono state fatte nella selezione del cast. Asa Butterfield è stato un bravissimo Hugo Cabret nel film di Scorsese, ma non riesce a dare un volto umano a Ender. Legnosità e poca capacità di trasmettere emozioni sembrano accomunare tutto il cast maschile; più umane risultano invece le performance di Viola Davis e Hailee Steinfield.

Era un libro difficile da trasportare sul grande schermo, e il film ne rispecchia ogni difficoltà.

Scegliere un film 2014

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