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Eternity


TITOLO ORIGINALE: Eternity
REGISTA: David Freyne
SCENEGGIATORE: Pat Cunnane, David Freyne
PAESE: USA
ANNO: 2025
DURATA: 114'
ATTORI: Miles Teller, Elizabeth Olsen, Callum Turner, Da’Vine Joy Randolph, John Early, Olga Merediz
SCENE SENSIBILI: riferimenti sessuali; una sequenza sessuale accennata
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Larry e Joan sono due anziani coniugi. Venuto a mancare all’improvviso, Larry si risveglia, ringiovanito, su un treno che lo conduce nell’aldilà: per l’esattezza, in una stazione intermedia, dove ogni persona è tenuta a scegliere l’universo parallelo in cui vuole trascorrere l’eternità. L’opzione è irrevocabile, perciò dev’essere ben meditata. Larry decide di attendere la morte di Joan – che lo raggiunge in breve tempo –, così da decidere assieme a lei. Ma c’è un inconveniente: si fa avanti Luke, l’affascinante primo marito di Joan, rimasto in attesa di lei per ben sessantasette anni. E ora Joan deve decidere con chi stare per l’eternità.

 

L’eternità per davvero

La premessa di Eternity, spiritosa commedia romantica, è senz’altro intrigante. A renderla tale non è certo il triangolo amoroso – in sé nulla di nuovo –, ma il fatto che ad essere in gioco è l’eternità nel senso letterale del termine: non il terreno «finché morte non vi separi», né una di quelle promesse di sempiterno amore che lasciano tacitamente aperta la possibilità – come avviene di fatto in alcune storie – che il vincolo sia all’occorrenza scioglibile. Perlomeno, questo è quanto Eternity lascia intendere all’esordio della vicenda: in questa love story non c’è spazio per i ripensamenti. Stavolta, il sigillo di eternità è un sigillo autentico.

 

Un falso dilemma

Ma qualcosa non funziona. Innanzitutto, tra Larry e Luke non c’è partita: Larry, che ha vissuto decenni assieme a Joan, è un uomo piuttosto generico, senza alcuna qualità apparente, ad eccezione della sua maestria nell’arte del brontolare. Luke, il cui matrimonio è durato assai meno, è un avvenente ex soldato (caduto in guerra), pronto ad offrire tutto sé stesso alla moglie di un tempo: una galante baldanza pressoché ignota al suo rivale.

Sì, sessantacinque anni assieme avranno pur significato qualcosa per Larry e Joan. E sì, si intuisce che non tutto è come appare a prima vista: forse Larry non è così mediocre, né Luke è il Principe Azzurro. Ma lo stesso Larry sembra non ricordare perché mai, rimasta vedova di Luke, Joan abbia poi sposato uno come lui. Date queste premesse, viene in parte smarrita la ragione per cui Joan dovrebbe entrare in crisi, rischiando il tracollo ogni volta che s’imbatte nell’uno o nell’altro dei due mariti. Il suo dramma è in parte posticcio; e anche l’umorismo, pur non mancando singole sequenze disseminate di arguzie, ne risente.

 

Chi sceglie, rimpiange

Non solo: qualche spettatore potrebbe provare una sommessa amarezza. Ognuno è obbligato a scegliere la propria eternità: ma viene subito chiarito che quest’ultima non è affatto garanzia di felicità. Anzi, è più probabile che faccia rima con delusione o con noia. Del resto, ciascun universo parallelo mette a disposizione una ed una sola specifica esperienza (ad esempio un luogo di villeggiatura o un hobby), nella quale, peraltro, non è affatto detto che si venga seguiti dai propri cari. Difficile non avere rimorsi, se si è costretti ad un’alternativa simile, se l’orizzonte finale dell’esistenza viene interamente (o quasi) strozzato in una sola attività, in un’immodificabile routine.

Anzi, rischia di svanire il presupposto stesso dell’atto dello scegliere: quello dell’adesione ad un bene maggiore. Non c’è universo che non imponga di eliminare una parte del proprio essere: perciò chi sceglie, perde in ogni caso. Il compimento gli è comunque negato. In questo, Joan, Larry e Luke sono paradossalmente più fortunati di altri: a loro non importa innanzitutto dove andare, ma con chi andarci. Se non fosse che la scelta tra due uomini ugualmente amati può comunque tradursi nell’opzione tra due diverse infelicità. E tutto questo, di nuovo, deprezza la comicità, là dove questa affiora.

 

Cos’è l’amore?

Al netto di tutto, Eternity vuole, in fin dei conti, trattare la vera natura dell’amore: nel distinguere Luke e Larry, fondamentale è il fatto che il primo rapporto è stato vulcanico, ma di breve durata. Il secondo, invece, ha avuto tempo di sedimentarsi in una convivenza quotidiana, povera di passione, ma persistente. L’uno è il paradigma dell’estatico amore romantico, l’altro dell’amore come fedele compagnia. Per quanto le due esperienze non si escludano necessariamente, per quanto il film possa averne indebitamente estremizzato l’antitesi, è qui che risiede l’evidente valenza simbolica del dilemma di Joan: qual è il fondamento di un amore longevo? Quale dei due ha più chance di durare per sempre? Quale dei due può far felice l’essere umano? Quale dei due conosce la porta d’accesso all’eterno?

 

Marco Maderna

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