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Fast&Furious 8


TITOLO ORIGINALE: The Fate of the Furious
REGISTA: F. Gary Gray
SCENEGGIATORE: Chris Morgan
PAESE: Usa
ANNO: 2017
DURATA: 136'
ATTORI: Vin Diesel, Dwayne Johnson, Charlize Theron; Jason Statham
SCENE SENSIBILI: numerose scene di violenza; accenni di sensualità.
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Dom Toretto (Vin Diesel) è in luna di miele con la sua Letty, a Cuba. La ritrovata serenità famigliare viene turbata dall’incontro con la biondissima Cipher (Charlize Theron), che per qualche misteriosa ragione sembra sapere tutto su di lui. Nel frattempo Hobbs viene costretto a riunire la vecchia squadra per recuperare un ordigno trafugato a Berlino, capace di mettere fuori uso la rete elettrica di un’intera città. Dietro al furto in realtà si cela proprio Cipher, spietata terrorista hi-tech che vuole far sprofondare il pianeta nel caos utilizzando modernissime armi di distruzione di massa. Per raggiungere il suo scopo convince Dom a passare dalla sua parte servendosi di uno spietato ricatto. Toretto si ritrova così a combattere contro la sua famiglia…

Il primo Fast&Furious senza Paul Walker

Dopo lo struggente addio a Brian O’Conner, il compianto Paul Walker, deceduto in un incidente stradale durante le riprese del settimo capitolo, la storia non indugia oltre sul dramma e riparte con il solito piglio scanzonato e adrenalinico.
Fast&Furious infatti è un usato garantito che da sedici anni (tanto tempo è passato dal primo episodio, prodotto nel 2001), ripropone ogni volta al pubblico gli stessi collaudati ingredienti, da riconoscere e in cui riconoscersi. Anche questo ottavo capitolo, il sesto scritto da Chris Morgan, non delude le aspettative, innestandosi su quei binari fatti di corse in auto, belle donne in abiti succinti, scazzottate e sparatorie. La bravura dello sceneggiatore, qui come negli altri episodi, sta nella capacità di non appiattirsi su questa ripetitività, inventando ogni volta variazioni sul tema che hanno anche, perché no, una loro originalità (capita così di assistere addirittura all’inseguimento tra un sottomarino e un carrarmato in mezzo ai ghiacci siberiani…).

Cattivi che diventano buoni e buoni che diventano (per finta) cattivi

Oltre a questa capacità di rinnovarsi senza cambiare mai, l’affezione del pubblico è dovuta anche alla fedeltà del cast, rimasto pressoché intatto nel corso degli anni. Anche in questo episodio ritroviamo la solita “famiglia” (che è anche uno dei temi principali della saga, in un senso molto allargato del termine), composta dagli alleati storici “sopravvissuti” agli episodi precedenti (da sottolineare la crescita dell’agente Hobbs interpretato da Dwayne Johnson, alias The Rock) ma anche da un paio di nuovi acquisti. Tra questi, spicca l’arruolamento dell’ex nemico Deckard Shaw (Jason Statham) che qui conferma la regola non scritta che in Fast&Furious i cattivi prima o poi diventano buoni, mentre i buoni diventano cattivi solo per finta. Ed è proprio quello che accade a Dom, elevato a protagonista assoluto dopo la partenza di Brian (salpato verso altri lidi con la sua famiglia, lontano dai rischi di una vita lanciata a trecento chilometri orari). Toretto, cavaliere solitario senza paura ma non senza macchia, che fin qui ha sempre combattuto al di fuori della legge ma sempre dalla parte del bene, adesso si ritrova a passare, almeno apparentemente, al lato oscuro, al fianco della spietata Cipher (interpretata da Charlize Theron, l’altro pezzo da novanta inserito nel cast oltre alla carismatica, ma marginale Helen Mirren).

Un tradimento che non convince

Forse è proprio qui il limite più grande del film: è davvero impossibile credere, nemmeno per un secondo, al tradimento del protagonista, con la conseguenza che la storia risulta abbastanza prevedibile e scontata. Del resto, la sensazione è che il plot, che nella plausibilità delle svolte e nella profondità dei personaggi e delle loro scelte si discosta di poco dai livelli di una soap, sia ormai declassabile a mero riempitivo tra una sequenza action e l’altra. A parere di chi scrive, dopo otto capitoli di corse in auto, il rischio di assuefazione adrenalinica c’è, anche se il botteghino, sia italiano che internazionale, continua a dire il contrario.

Gabriele Cheli

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