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Hustle


TITOLO ORIGINALE: Hustle
REGISTA: Jeremiah Zagar
SCENEGGIATORE: Will Fetters e Taylor Materne
PAESE: USA
ANNO: 2022
DURATA: 117'
ATTORI: Adam Sandler, Queen Latifah, Ben Foster, Juan Jernangòmez e Robert Duvall
SCENE SENSIBILI: nessuna
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Stanley Sugarman è un “osservatore” della NBA, ovvero un cacciatore di talenti. Un tempo giocatore lui stesso, la sua carriera si è bruscamente interrotta dopo che si è fratturato polso e mano. Da anni desidera diventare coach e non dover più girare in aereo per il mondo alla ricerca del prossimo Kobe Bryant. È però durante una perlustrazione in Spagna che in un campo da basket di periferia Stanley incontra il portentoso Bo Cruz. Bo è un giovane operaio con una figlia, che ha tutto da vincere. Nessuno nel mondo dei professionisti lo conosce; ma Stanley è convinto di aver trovato qualcuno di speciale. Ed è pronto a fare una “scommessa”…

Hustle”: spinta, truffa, azzardo

Hustle è un film sulle scommesse e sullo scommettersi e – intelligentemente – utilizza ogni occasione per parlarne. Quando Stanley incontra il giovane Bo lo vediamo che gioca a basket per scommessa; così anche più avanti sarà sempre su una scommessa che Bo avrà la sua rivalsa. Quella di Stanley su Bo è una scommessa: ci mette in gioco i suoi soldi, il suo lavoro, le sue aspettative.
Ma quello che rende più piacevole il film è che si tratta di una scommessa “gratuita”. È vero, non è che Stanley non otterrebbe niente dal successo di Bo, ma dimostra che è pronto a scommettere su di lui per principio. “Allenare te è stato il mese più bello della mia vita”. Le scommesse più belle non sono determinate dall’esito ma dal valore dell’oggetto su cui si investe. E così è per Stanley e Bo.

As himself

Nonostante la produzione modesta, con un regista e due sceneggiatori pressoché sconosciuti, un commento particolare va speso per l’impegno del film a calare il racconto nella vera NBA. Nei titoli di coda anche i meno avvezzi al mondo del basket potranno scoprire che numerosi personaggi sono vere star americane dello sport, in particolare i Sixers di Philadelphia. Troviamo quindi nomi come Tobias Harris, Tyres Maxey, Seth Curry, Matysse Thybulle, e poi Doc Rivers, Julius Dr. J Erving, fino anche alla comparsata del grande Shaquille.

Padri e querce

Ma tornando al contenuto del film: la scommessa è anche una stima. Lo è letteralmente, stimare vuol dire riconosce un valore. E per quanto Hustle sia una storia semplice, infine racconta qualcosa di vero: un affetto che nasce da un’ammirazione.
Bo è padre di una bambina senza madre, e figlio di un padre che l’ha abbandonato. I numerosi tatuaggi che porta sul petto e sul braccio destro sono tutti dedicati a sua figlia e sua madre, perché sono il suo mondo; mentre sul braccio sinistro dove non c’è alcun tatuaggio ci sono “tutti quelli dedicati a suo padre”. Bo dà la vita per la madre e la figlia, ma non ha ancora trovato qualcuno che sia disposto a dare la sua vita per lui.
La stima conta più delle vittorie; conta anche più di un “amore” che può diventare cieco e ricattatorio. La stima infatti riguarda il talento, il valore intrinseco di una persona. Ed è questo che Bo riceve da Stanley: stima. La madre di Bo dirà al figlio: “(Stanley) si è caricato tutto il peso sulle spalle perché tu possa essere te stesso. Lui è la tua quercia”.
Il sogno americano si è rotto e ricomposto un po’ troppe volte ormai, scontrandosi ancora e ancora con la dura realtà dei fatti. Ma è bello vedere in un film emergere di nuovo quell’innocente speranza, la speranza libera dall’esito. È l’unico sentimento mondano che permetta a una persona di andare avanti senza calcoli; la vita non è un programma e il mondo è un luogo bello in cui vivere.

Alberto Bordin

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