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Il Cacciatore di Donne


TITOLO ORIGINALE: The Frozen Ground
REGISTA: Scott Walker
SCENEGGIATORE: Scott Walker
PAESE: USA
ANNO: 2013
DURATA: 105'
ATTORI: Nicolas Cage, John Cusack, Vanessa Hudgens, Dean Norris, Radha Mitchell, 50cent
SCENE SENSIBILI: Alcune scene di nudo e di violenza.
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Cindy Paulson, una prostituta diciassettenne, scampa per miracolo alle grinfie di Robert Hansen, un serial killer riuscito più volte a sfuggire dalle mani della giustizia. E riuscirebbe a farla franca anche questa volta se non fosse per Jack Halcombe, un detective che farà rinascere in Cindy la voglia di uscire dalla propria solitudine e di fidarsi del prossimo. Halcombe sospetta Hansen di essere l’autore di almeno una ventina di omicidi di ragazze, tutte approssimativamente della stessa età di Cindy. Insieme, il detective e la sopravvissuta, cercheranno in tutti i modi di incriminare il cacciatore di donne.

Una profondità emotiva che va oltre il thriller

Un film ben girato e una storia ben raccontata. Una storia cruda, a tratti spietata, certamente non per ragazzi sotto i diciotto anni. La tensione del thriller si alterna armonicamente alle scene più lente, le quali permettono all’umanità dei due protagonisti di prendere il giusto spazio nella narrazione. In questo modo si ha sempre la sensazione di calarsi progressivamente in profondità e la trama non è mai solo e semplicemente un susseguirsi di eventi che tendono a una conclusione. Viene data una grande attenzione all’incontro e al rapporto che si sviluppa tra Jack e Cindy e dobbiamo dare credito a Scott Walker per aver dato a questo rapporto il ruolo centrale nella vicenda, per averlo utilizzato insomma come punto focale.

In questo modo il film riesce a non rimanere intrappolato nel suo genere. La domanda infatti che il pubblico sentirà emergere dal fondo della storia non sarà la solita “Come faranno e intrappolare l’assassino?”, sarà invece “Riuscirà Cindy ad attraversare le tenebre che ha dentro, a compiere il suo salto nel buio per afferrare la mano tesa di Jack, non solo per sopravvivere fisicamente, ma per tornare a vivere, ad aprirsi, a fidarsi, ad amare?”.

Tra dolore e rinascita: Il viaggio emotivo di Cindy e Jack

Il film riesce a trovare una forza e un’identità tutta sua. Il cacciatore di donne infatti va a toccare un tema che ognuno di noi conosce bene: quello del riuscire ad aprirsi, anzi a riaprirsi, dopo essere stati feriti, il nostro desiderio di trovare qualcuno nelle cui mani mettere quella stessa ferita e i nostri segreti. Così anche il nostro desiderio che Robert Hansen venga catturato si fa più urgente e il film diventa più coinvolgente, comincia a riguardarci. Non desideriamo cioè che il killer venga arrestato semplicemente perché “è cattivo”, ma perché vuole uccidere una persona cui cominciamo a voler bene, perché Cindy lotta come lottiamo noi, con un demone che conosciamo bene, contro la paura di amare e di lasciarsi amare. Cindy e il suo rapporto con Jack sono quindi decisamente la porta attraverso cui ci è dato di entrare emotivamente nel film. E così lo sterminio di queste venti ragazze smette di interessarci in quanto sterminio, e comincia a interessarci perché ci affezioniamo a una di loro e, attraverso di lei, a tutte le altre.

La cronaca nera non basta… quando un film rapisce il cuore

A volte, mentre lo guardiamo, capita un momento in cui ci rendiamo conto se un film è riuscito a fare breccia in noi oppure no. Quando accade che questo momento sia alla fine è davvero una bella esperienza. Perché esso ci riporta in un lampo a rileggere tutto ciò che abbiamo visto alla luce di quel gesto o di quell’inquadratura, come avvolgendolo di un significato totale. Di un significato appunto, non di un’etichetta o di una “morale della favola”. Il film non finisce con la vittoria o la sconfitta del cacciatore di donne, non termina con la cronaca nera, o con la cronaca in generale, ma con qualcosa di più semplice, di più umano. E così facendo permette di distoglierci dallo schermo non semplicemente col contraccolpo per aver assistito alla solita violenza insensata veramente accaduta e alla sua punizione, ma con la sensazione che qualcuno abbia voluto darci un avvertimento, farci un regalo. Toccarci nel profondo.

Scegliere un film 2014

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