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Il mondo di Arthur Newman


TITOLO ORIGINALE: Arthur Newman
REGISTA: Dante Ariola
SCENEGGIATORE: Becky Johnston
PAESE: USA
ANNO: 2012
DURATA: 101'
ATTORI: Emily Blunt, Colin Firth, Anne Heche, Sterling Beaumon
SCENE SENSIBILI: scene di sesso.
1 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 5

Wallace Avery ha un’ex moglie, un figlio che non lo stima, una fidanzata con cui si annoia. Deciso a cambiar vita, simula una sparizione e assume una nuova identità, quella di “Arthur Newman”. Durante il viaggio in fuga dal suo vecchio mondo, incontra Mike, una giovane ladra, sola come lui. Tra i due nascerà più di una semplice amicizia…

Le strade dell’assenza

Il mondo di Arthur Newman è la storia di due solitudini che si riconoscono e decidono di condividere un pezzo di cammino insieme. Questi sono Arthur e Mike: due estranei in fuga dalle responsabilità a cui li chiama la vita. Wallace Avery è un moderno “Mattia Pascal”, ma ricorda anche Meursault de Lo straniero di Camus e il personaggio dell’inetto di Svevo: conduce una vita piatta e sembra non provare alcun tipo di emozione; la sua vita gli è indifferente, i legami che ha creato sono labili e, quando sparisce e viene dato per morto, nessuno soffre davvero la sua mancanza. Il suo è un personaggio triste, che non si piace a tal punto da voler assumere una nuova identità (notare il gioco di parole del cognome che si è scelto, “Newman”, uomo nuovo); tuttavia manca una motivazione forte che faccia capire al pubblico perché, invece di provare a cambiare ciò che non funziona nella propria vita, Wallace decida di sparire e di ricominciare altrove.

Il protagonista, interpretato da Colin Firth, è privo di coraggio: invece di affrontare la fidanzata e di troncare in modo maturo la loro relazione, le mente continuamente; al posto di recuperare in modo concreto l’amore del figlio, va da lui con un regalo, sperando così di cancellare anni di lontananza. In una scena del film, l’ex moglie, parlando al telefono, descrive Wallace come un uomo che in passato era molto diverso, un uomo in gamba. Che cosa l’ha reso, dunque, così inetto? La domanda rimane senza risposta. Niente sembra così irrimediabile, nella vita di Wallace Avery, da giustificare una sparizione e una simulazione di morte. È difficile inoltre credere che un uomo con così poca autostima, e così “tiepido” rispetto a ogni tipo di relazione, provi da subito un forte trasporto nei confronti di una sconosciuta. Forse Wallace riconosce in Mike un alter ego al femminile: la donna, infatti, si nasconde dietro a un’identità fittizia (il suo vero nome è Charlotte), esattamente come lui, per fuggire a un destino che sembra già scritto. Sul personaggio di Mike si potrebbero muovere le stesse obiezioni avanzate per Arthur: la ragazza, cleptomane, scappa dalle responsabilità nei confronti della gemella malata di schizofrenia, perché teme a sua volta di diventare come lei, anche se non avviene nulla di così eclatante da dimostrare allo spettatore che questo possa ragionevolmente accadere.

Maschere di intimità

Quando Arthur e Mike s’innamorano l’uno dell’altra, non riescono neanche ad ammetterselo a vicenda, ma s’inseriscono in un gioco di ruoli che consiste nel seguire di volta in volta due innamorati e assumerne per poche ore l’identità, entrando nella loro casa, indossando i loro vestiti e violando i loro letti. Risulta più facile per lo spettatore immedesimarsi nelle coppie profanate nella propria intimità che nei due protagonisti. L’affetto che nasce tra loro, infatti, è inverosimile e non può che suscitare tristezza per il modo in cui è vissuto: nessuno riesce a darsi all’altro donando la propria intimità più profonda, ma in mezzo c’è sempre una maschera, un filtro, un segreto del proprio passato da nascondere.

La storia porta tuttavia a un cambiamento, a un risveglio di consapevolezza: dopo aver toccato il fondo, i due capiscono che ricominciare significa ritornare alle proprie responsabilità e provare a onorarle. Scegliere in modo coraggioso vuol dire smettere di scappare, riconoscere se stessi come Wallace e Charlotte e affrontare le proprie paure con la maturità delle persone adulte.

Il più grande difetto del film risiede nella debolezza insita nei personaggi, nonostante l’ottima interpretazione degli attori inglesi Colin Firth ed Emily Blunt. I due, ben rodati, non sono tuttavia sufficienti a fare de Il mondo di Arthur Newman un film che lasci davvero il segno.

Scegliere un film 2014 

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