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Il professore e il pazzo


TITOLO ORIGINALE: The Professor and the Madman
REGISTA: P.B. Sherman (pseudonimo di Farhad Safinia)
SCENEGGIATORE: Todd Komarnicki, P.B. Shemran, dal saggio di Simon Winchester
PAESE: Irlanda/Usa
ANNO: 2019
DURATA: 124'
ATTORI: Mel Gibson, Sean Penn, Eddie Marsan, Natalie Dormer, Jennifer Ehle, Steve Coogan
SCENE SENSIBILI: alcune scene di forte tensione potenzialmente impressionanti
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

Grazie all’appoggio di un visionario luminare di Oxford, a James Murrey, studioso di lingue senza riconoscimenti accademici, viene affidato il progetto complesso e sfidante del dizionario della lingua inglese. Per completarlo il professore chiede l’aiuto di volontari e il più brillante tra loro si rivela un uomo chiuso in un manicomio criminale. Il dottor Minor, in realtà, è un ex soldato americano che ha ucciso in preda a una allucinazione, ma è anche un uomo di grande cultura e con una mente brillante e tra lui e Murray nasce un’amicizia. Purtroppo però la malattia di Minor è grave e proprio quando il perdono della vedova dell’uomo che aveva ucciso potrebbe riscattarlo, l’uomo invece ripiomba nella follia…

Trovare nelle parole un punto d’incontro

Lo sforzo titanico di un uomo di lettere (ma con una forte ispirazione religiosa, come ricorda a più riprese la moglie del protagonista per dare ragione dell’impegno di suo marito), deciso a raccontare la storia della lingua che ama, diventa l’occasione inaspettata di un rapporto complesso, difficile e doloroso con un altro uomo (un bravissimo Sean Penn), ferito dalla malattia mentale e da una colpa di cui non è veramente responsabile.
Nasce da una storia vera questo film (di cui Mel Gibson doveva inizialmente essere anche regista) che, dopo un inizio un po’ faticoso (perché preso in medias res, quasi a obbligare lo spettatore a ricostruire a posteriori i tratti più particolari dei personaggi), riesce a poco a poco a trovare il modo di tessere le sue diverse linee narrative restando attaccato al cuore del racconto, che è in definitiva un’amicizia capace di rompere ogni barriera.

Un film imperfetto che comunque coinvolge con i suoi personaggi

Il professore (un uomo di cultura sterminata guardato di traverso da un establishment snob e al contempo fin troppo interessato al lato economico dell’opera monumentale che Murray sta creando) e il matto (prigioniero atipico che si conquista l’affetto dei carcerieri con la sua sincera intenzione di espiare) sono outsider che trovano nelle parole un punto di incontro.
Ed è da questo incontro (così come da quello, quasi miracoloso, con la vedova della vittima) che nasce la possibilità della redenzione e del perdono. Un percorso tortuoso (un po’ come quello delle parole attraverso i secoli…) che richiede a ognuno di rischiare qualcosa, insomma, di avere fede. Allo stesso tempo il film non vuole dare ricette semplici ed è per questo che ci ricorda che la pace interiore è un traguardo mai definitivo (di nuovo, un po’ come il dizionario di Murray, che dovrà sempre essere aggiornato perché la lingua è viva), ma qualcosa per cui ognuno, nel suo ruolo (di medico, secondino, professore, consorte o amico), ha il compito di lottare. Un film imperfetto, a volte anche un po’ retorico, ma che a poco a poco sa coinvolgere attraverso lo sguardo e la forza dei suoi personaggi.

Scegliere un film 2019

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