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Il ritorno di Mary Poppins


TITOLO ORIGINALE: Mary Poppins Returns
REGISTA: Rob Marshall
SCENEGGIATORE: David Magee
PAESE: Usa
ANNO: 2018
DURATA: 130'
ATTORI: Emily Blunt, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Dick Van Dyke, Angela Lansbury
SCENE SENSIBILI: nessuna
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Londra, anni ’30. La depressione fa sentire il suo peso sulla vita di tutti, in particolare su quella di Michael Banks, il figlio ormai cresciuto del signor Banks da cui ha ereditato la casa in Viale dei Ciliegi e il lavoro in banca. Per lui, pittore mancato e padre di tre figli, è un periodo arduo. Da circa un anno ha perso la moglie, morta di malattia, e, nonostante l’aiuto della sorella Jane, che dalla madre ha ere- ditato la passione politica, fatica a tenere insieme i pezzi. I creditori minacciano addirittura di portargli via la casa e lui non riesce a reagire. Ecco perché nel cielo compare l’inconfondibile sagoma di Mary Poppins, pronta a restituire gioia e serenità a tutti i Banks.

Un sequel in pompa magna per Mary Poppins

Ridare vita a un classico è un’operazione rischiosa. Lo è ancora di più quando il riferimento è di mezzo secolo prima, (1964), e nel frattempo i gusti del pubblico e le modalità del narrare sono profondamente cambiati.
Marshall e Magee, però, non si lasciano spaventare e si gettano con entusiasmo in questo fedele e per certi versi sorprendente sequel. Anche se ci si sposta avanti di una ventina d’anni, l’estetica rimane la stessa: i colori, gli arredi, le atmosfere sono identici. Certo gli spazzacamini hanno lasciato il posto agli acciarini e sono comparse le fabbriche, ma il cambiamento è impercettibile. Anche l’impostazione generale è la stessa, quella del musical: pezzi recitati alternati a veri e propri numeri musicali, e il ritmo che resta, placido e possente, profondamente diverso da quello cui siamo abituati oggi. Non sfigurano nemmeno gli interpreti, a partire da una convincente Emily Blunt nei panni resi mitici da Julie Andrews.

Quando un poco di zucchero non basta per colmare il vuoto lasciato dai propri cari

Tutto bene dunque? Purtroppo no. Il tradimento più grande si trova infatti nella trama. Nel primo film il vento del Nord spingeva Mary Poppins a casa Banks per aiutare un padre troppo dedito al lavoro e due figli un po’ irrequieti a costruire un rapporto. Per compiere il miracolo a Mary Poppins bastava un po’ di zucchero e un po’ di magia.
In questo secondo capitolo invece la posta in gioco è molto più ardua. Mary Poppins deve guarire il cuore addolorato di un padre rimasto vedovo e di tre figli ormai orfani di madre. La filosofia però resta purtroppo la stessa. «Se il dolore arriva», canta Mary a bimbi e marito, «tu pensa solamente che niente a cui tieni ti lascia veramente». Una frase di buon senso, certo, che difficilmente però può curare una ferita così profonda come la perdita di una persona cara. Di fronte a un dolore simile, le canzoni non bastano, e nemmeno i numeri musicali. Solo fede e tempo possono davvero ricucire questi strappi. Ecco dunque il limite di questa operazione: aver dato a una tata. per quanto magica un compito che non è suo. Come quando un mago inesperto lascia intuire il trucco che regge il suo numero e a noi spettatori resta un senso di incompiuto.

Scegliere un film 2019

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