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Io, Leonardo

Io, Leonardo


TITOLO ORIGINALE: Inside Leonardo
REGISTA: Jesus Garces Lambert
SCENEGGIATORE: Cosetta Lagani e Sara Mosetti
PAESE: Italia/Francia
ANNO: 2019
DURATA: 90'
ATTORI: Luca Argentero, Massimo De Lorenzo e la voce di Francesco Pannofino
SCENE SENSIBILI: nessuna
1 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 5

Leonardo da Vinci non è solo il genio che ci ha tramandato la storia e che tutto il mondo ci invidia. Nato nella campagna toscana nel 1452, è frutto di una relazione extraconiugale tra un notaio fiorentino e una donna di umili origini. La mancanza di un sincero affetto paterno lo accompagnerà per tutta la vita, ma non gli impedirà di mettere a fuoco i suoi talenti: nella bottega del Verrocchio, Leonardo spicca già tra gli altri apprendisti per ingegno e capacità artistica. Ma i suoi tormenti interiori lo cacciano nei guai, facendolo finire sul banco degli imputati in un processo per sodomia. Gli anni alla corte di Ludovico Sforza a Milano paiono l’occasione perfetta per la sua grande rivincita, ma l’ambizione e il genio di Leonardo si scontrano sempre più spesso con una cronica difficoltà nel portare a termine i suoi progetti. E nemmeno la vicinanza dell’allievo prediletto, Salaì, sembra curare l’inquietudine profonda di Leonardo…

Un omaggio un po’ troppo reverenziale al maestro fiorentino

In occasione del cinquecentenario della sua morte, nel 2019 sono proliferati ovunque omaggi al genio di Leonardo da Vinci: mostre, documentari, convegni e chi più ne ha più ne metta (è in arrivo anche una serie tv che pare promettente). Sky Arte HD non si è tirata indietro e ha colto l’occasione per provare a produrre un docu-film che rendesse al meglio le tante sfaccettature di un personaggio complesso e affascinante come Leonardo.
Il primo dato di fatto, però, è un eccesso di timore reverenziale da parte degli sceneggiatori e produttori nei confronti della figura raccontata: probabilmente seguendo il (pur comprensibile) desiderio di restare quanto più vicini alla verità storica, i dialoghi e i monologhi presenti nel film sono frutto di un calco degli scritti dello stesso Leonardo. Scelta rischiosa, questa, considerando che anche lo spettatore più acculturato non è certo abituato a una recitazione impostata su frasi arcaiche e nate per rimanere nelle pagine di un diario personale.

Un docu-film posticcio e lento

Nei 90 minuti in cui Luca Argentero tenta – con scarso successo – di restituire l’inquietudine e il dramma di un uomo ricco di talenti, ma povero di affetti sinceri, si inserisce poi la voce narrante di Francesco Pannofino, che dovrebbe aiutare il pubblico a seguire il percorso del protagonista e a scorgerne l’interiorità, ma che risulta quasi sempre posticcia e rallenta incredibilmente la narrazione.
Inoltre, la commistione tra costumi quattrocenteschi e scenografie moderne (magari fatte di soli specchi), così come l’utilizzo – in alcuni casi spregiudicato – degli effetti speciali finiscono solo per generare un effetto di totale straniamento rispetto a quanto portato sullo schermo.
Manca l’empatia nei confronti del protagonista, manca un racconto appassionato e appassionante di uomo che ha fatto la storia e manca un affondo ragionato sulla sua psicologia; tutto, alla fine, si riduce a una sorta di performance da teatro d’avanguardia che poco ha a che fare col cinema.

Scegliere un film 2020

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