SCEGLIERE UN FILM

La Grazia


TITOLO ORIGINALE: La grazia
REGISTA: Paolo Sorrentino
SCENEGGIATORE: Paolo Sorrentino
PAESE: Italia
ANNO: 2025
DURATA: 133'
ATTORI: Toni Servillo, Anna Ferzetti
SCENE SENSIBILI: linguaggio con allusioni sessuali
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Il Presidente della Repubblica Italiana, Mariano De Santis (Servillo), con alle spalle una carriera da giurista e di professore di Diritto, sta vivendo gli ultimi giorni del suo mandato. E’  profondamente cattolico, ligio al dovere e un po’ rigido (scopre a metà film che il soprannome con cui veniva indicato dai colleghi è Cemento Armato). Ora si trova di fronte a tre decisioni importanti: se concedere la grazia a due assassini che hanno ucciso per motivi che sembrano avere delle attenuanti (in entrambi i casi si tratta di una “pietà” mal intesa) e soprattutto se firmare una legge che autorizza l’eutanasia. La persona a lui più vicina è la figlia (interpretata molto bene da Anna Ferzetti), altra giurista, che spinge perché lui firmi la legge.

 

La grazia è un film meditativo, più “serio” e meno folle ed etereo di Parthenope; è un film un po’ lento e senza grandi guizzi, che rischia di lasciare lo spettatore freddo e senza emozioni, ma anche un film che nella sostanza gira intorno al tema dell’eutanasia e del rapporto fra agire civile e la propria coscienza.

La questione dell’eutanasia viene presentata e discussa  in modo solo apparentemente bilanciato, ma in realtà sottilmente (e per questo molto efficacemente) ideologico: abbiamo un presidente cattolico, che non vorrebbe firmare la legge per motivi di coscienza e addirittura si consiglia con il Papa. Questo Papa è una figura assai bizzarra, molto sorrentiniana: un Papa nero, con i lunghi capelli grigi rasta raccolti in una coda, e che se ne va da solo in scooter appena dopo la fine del colloquio – in cui ha espresso considerazioni assai fumose- con il Presidente/Servillo…

Ma al di là di questi tocchi surreali, il punto importante è che mentre le ragioni di chi è a favore dell’eutanasia (la figlia del presidente, di cui lui ha grandissima stima) sono ben argomentate, quelle di chi è contro sono totalmente evanescenti e puramente formali. Non a caso, la scelta di farle enunciare (in modo super-vago) al Papa, serve a mostrare che non ci sarebbero motivazioni umane, razionali, per dire no a questa pratica, ma solo una generica legge di Dio totalmente astratta o una formale appartenenza a una istituzione superata ed eterea come la Chiesa cattolica…Nella logica del film, questo punto di vista è bene che rimanga nelle sacre stanze vaticane o al più in una coscienza solo formalmente tormentata per un problema di doppia obbedienza (alla Chiesa da una parte o alla ragione dall’altra), ma non deve toccare la vita della gente comune.

La mente di Sorrentino non sembra sfiorata dall’idea che il no all’eutanasia possa arrivare proprio da una difesa dell’umano, dagli abusi che nascerebbero subito, per esempio dal rendere definitiva una decisione presa in un momento di crisi o di debolezza…Non ci sono, nel film, medici che dicono come molte volte la richiesta di morire nasconda solo un desiderio di essere rassicurati che qualcuno vuole davvero bene al malato, o che l’apertura di una legge sull’eutanasia porterebbe presto tante persone a voler “togliere il disturbo” semplicemente per non far spendere i familiari, per non essere di peso, o tante altre persone a volersi liberare di qualche parente anziano semplicemente perché è scomodo… (A questo proposito si veda il bel libro di un medico palliativista che racconta vicende vere: Caro Collega. Lettere da un palliativista, Ares).

Tutto questo non c’è, ma viene messa in scena solo una dimensione religiosa astratta e vaga: solo il Papa di Sorrentino parlerebbe così e direbbe quelle cose… Come dire: la religione può dire quello che vuole, ma se uno ragiona -e da Cemento Armato si trasforma finalmente in un essere ragionevole-  non può non essere d’accordo sull’eutanasia.

Un film fortemente sbilanciato, quindi, su posizioni che evidentemente sono quelle del regista, e la messa in scena di una (debolissima) voce contraria serve a dare solo l’apparenza di un vero dibattito.

 

Armando Fumagalli

Tag: , ,