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Lady Bird


TITOLO ORIGINALE: Lady Bird
REGISTA: Greta Gerwig
SCENEGGIATORE: Greta Gerwig
PAESE: Usa
ANNO: 2017
DURATA: '93
ATTORI: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet
SCENE SENSIBILI: alcune scene sensuali e con accenni di nudo. Linguaggio talvolta esplicito.
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

Christine McPherson è un’adolescente ribelle che vuole essere chiamata Lady Bird e sogna di lasciare la nativa Sacramento per andare a fare l’università a New York. Ma nel frattempo deve affrontare l’ultimo anno di scuola in un istituto religioso, dove la sua eccentricità non sempre è ben accetta. Tra innamoramenti e delusioni, frequenti conflitti con la madre e complicità con suo padre, Christine imparerà che crescere non è solo lottare per raggiungere i propri sogni, ma anche riconoscere i doni ricevuti e accettare i propri limiti e quelli degli altri.

Nella testa di un’adolescente in cerca di sé

Musa e compagna del regista Noah Baumbach, Greta Gerwig per il suo primo film da regista sceglie una vicenda che in parte rivista elementi della sua biografia e si affida al volto espressivo di Saoirse Ronan (Espiazione, Brooklyn, Amabili resti) per entrare nella testa e nel cuore di una adolescente in cerca di identità, destinata a commettere molti errori mentre cerca la sua strada opponendosi a una madre severa, ma in fondo generosissima, e accompagnata dallo sguardo pieno di tenerezza di un padre che le insegnerà il valore del sacrificio.

Un’umanità autentica che non si sottrae ai bisogni del cuore

I passaggi della vita di Christine/Lady Bird sono quelli una ragazzina eccentrica, che però come quasi tutti i suoi coetanei è in cerca in realtà di un senso di appartenenza e di riconoscimento; una ragazza alla scoperta dell’amore (anche se la sua sembra più una ricerca astratta che un sentimento che nasce dalla realtà, e forse anche per questo andrà incontro ad amare delusioni), che rischia di perdere le amicizie più autentiche e di trascurare il valore di una famiglia imperfetta, ma solida.
I genitori di Christine (madre infermiera alle prese con doppi e tripli turni per coprire il licenziamento del marito, uomo umile, ma generoso) non sono ricchi e lei forse un po’ se ne vergogna (anche gli anticonformisti, in fondo, sanno essere piuttosto convenzionali…), ma sono una delle coppie più belle e solide viste al cinema negli ultimi anni, genitori attempati (Christine è arrivata inattesa dopo un’adozione), ma combattivi che in modo diverso contribuiranno alla crescita della figlia.
Così come lo fanno le curiose figure di insegnanti della scuola che Christina tanto dice di odiare, sacerdoti e suore guardati per una volta con ironia ma anche con simpatia (memorabile il coach della squadra di football promosso a insegnante di recitazione…).

“L’attenzione è una forma d’amore”

È proprio la simpatia umana a vincere su tutto in questa pellicola onesta che il pubblico adulto guarderà con emozione ricordando gli anni difficili della propria crescita (assistendo alle fatiche di quella dei propri figli…) mentre potrà essere per i più giovani l’occasione di “pensare in anticipo” a quando faranno i conti con anni formativi e conflittuali come sono per tutti quelli del liceo. Anche la lezione della suora preside della scuola di Christine (“L’attenzione è una forma d’amore” le dice all’ennesima convocazione nel suo ufficio per una delle intemperanze della ragazzina) fa parte di un discorso tutt’altro che banale sul valore di un’educazione che prevede anche dei no…che non impediranno a Christine di commettere i suoi errori (il film affronta le prime esperienze sessuali della ragazzina), ma la aiuteranno a guardare con più chiarezza nel suo cuore.
Le ottime performance di tutto il cast danno al film un’autenticità che commuove nella sua semplicità, che non pretende di dare soluzioni ma invita alla reciproca comprensione oltre che a una benvenuta gratitudine nei confronti di chi sacrifica con amore la propria felicità alla nostra.

Luisa Cotta Ramosino

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