SCEGLIERE UN FILM

L’amore sta bene su tutto


TITOLO ORIGINALE: L'amore sta bene su tutto
REGISTA: Giampaolo Morelli
SCENEGGIATORE: Gianluca Ansanelli, Tito Buffulini, Giampaolo Morelli
PAESE: Italia
ANNO: 2026
DURATA: 96'
ATTORI: Giampaolo Morelli, Max Tortora, Claudia Gerini, Ilenia Pastorelli, Monica Guerritore
SCENE SENSIBILI: una breve sequenza sessuale appena accennata; turpiloquio
1 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 51 vote, average: 2,00 out of 5

Stefano Rovelli è il celebre autore del manuale Come lasciare il partner ed essere felici; è perseguitato da Federica, scaricata dal fidanzato proprio a causa del suo libro. Frank è un cantante, cui la Santa Sede chiede di esibirsi in concerto con la sua vecchia fiamma Milly; ma i due si odiano a vicenda. Vittoria Casati è una parlamentare intenta a pubblicizzare l’iniziativa di accogliere un rifugiato africano in casa propria: ma anziché il bambino previsto, le si presenta un uomo adulto, che ora è costretta ad ospitare. Di costoro, nessuno può vantare di vivere un grande amore: tutto il contrario. Ma l’amore è prodigo di sorprese: sa sempre come ricondurre le persone sulla propria strada.

 

L’amore è ovunque…

Ciascuno di noi esiste perché due persone si sono incontrate e si sono amate. Dall’amore proveniamo e all’amore aneliamo tornare: ecco perché ci innamoriamo, ecco perché l’esperienza dell’amore è così universalmente attraente. Questa la riflessione inaugurale della pellicola, in un esordio analogo – e non è l’unica somiglianza – a quello di Love Actually (2003). Ulteriori meditazioni vengono disseminate qua e là, lungo l’arco dell’intera pellicola: non si vive (o non si ama) se non per donare tutto sé stessi. L’amore è in grado di oltrepassare ogni antipatia, di restare accanto anche a chi è insopportabile. Chi non vive, non soffre: perciò non è raccomandabile una relazione con qualcuno che sembra ignorare il dolore.

Tutte considerazioni quantomeno meritevoli di una riflessione: purtroppo, non è l’esperienza vissuta dai protagonisti a farle emergere. Da dove provenga tanta saggezza è perlopiù un mistero: le differenti trame, peraltro dispersive, procedono per conto proprio, facendo delle numerose – forse anche troppe – suggestioni tematiche una mera astrazione, talvolta pericolosamente simili a massime preconfezionate.

 

…ma non può essere uno slogan

Non solo: è evidente che L’amore sta bene su tutto vuole essere un film allegramente solare, noncurante dell’inverosimiglianza di molte delle scherzose (dis)avventure dei suoi personaggi. Il che non sarebbe necessariamente un limite, se soltanto l’implausibilità non andasse a colpire anche i loro – talvolta volubilissimi – sentimenti. In simili condizioni, qualunque tentativo di infondere nello spettatore uno sguardo rinnovato sull’amore, sul suo essere un’energia universale che pervade ogni cosa, non può che risultare posticcio.

Lo è in parte anche l’umorismo: a volte in grado di strappare un sorriso, a volte fondato su gag pretestuose, è privo in ogni caso dell’arguzia o dell’acume che ci si potrebbe attendere dopo una riflessione (esistenziale a tutti gli effetti) come quella d’apertura.

Non che il film si guardi malvolentieri: ma quel che ha da lasciare è qualche sporadica frase, nulla di più. Può darsi che l’amore «stia bene su tutto»: ma se, in fondo, si tratta soltanto di uno slogan, è difficile che tutto gli si addica, che gli sia realmente possibile esercitare il suo potere in qualunque situazione. Gli slogan non stanno bene su tutto.

 

Marco Maderna

Tag: , ,