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L’apparizione


TITOLO ORIGINALE: L’apparition
REGISTA: Xavier Giannoli
SCENEGGIATORE: Jacques Fieschi, Xavier Giannoli, Marcia Romano
PAESE: Francia
ANNO: 2018
DURATA: 140'
ATTORI: Vincent Lindon, Galatéa Bellugi, Patrick d’Assumçao
SCENE SENSIBILI: una scena di tensione nel finale
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Jacques Mayano è un reporter di guerra appena rimpatriato dal Medio Oriente dove ha perso un collega in una esplosione. Ancora sotto shock, viene contattato dal Vaticano per far parte della commissione di inchiesta che sta indagando su una presunta apparizione della Vergine Maria, in una piccola località montana nel Sud-est della Francia. Sul posto Jacques incontra la giovanissima veggente, Anna, una novizia la cui testimonianza ha attirato in pochi anni migliaia di pellegrini da tutto il mondo. Il giornalista cerca indizi che confermino i suoi dubbi, ma sarà messo a dura prova dalla fede della ragazzina…

La paura della vita e della verità

L’apparizione è la settima regia di Xavier Giannoli, che affronta il tema della fede nel soprannaturale attraverso lo scetticismo rispettoso e composto di Jacques, un uomo spaventato dalla vita e divorato dai sensi di colpa per essere sopravvissuto al collega e amico Christophe.
Proprio la paura – della vita, ma soprattutto della verità – e il senso di colpa sono i due cardini tematici attorno a cui ruota tutto il film. Lo si può vedere anche dalla trama, portata avanti dalle indagini del protagonista come in un giallo. Qui però non c’è un colpevole da trovare ma solo una colpa, a ogni costo, in quella giovane orfana che sembra credere veramente in ciò che racconta ma che ha più di un’ombra nel suo passato, vissuto tra istituti ed esperienze di adozione fallimentari.
La storia ha un avvio veloce – la convocazione di Jacques in Vaticano arriva nelle primissime scene – ma poi nella parte centrale si arena un po’, anche ma non solo, per una serie di verbose spiegazioni sulle procedure di riconoscimento delle apparizioni. Poco prima del finale comunque, il film (che nel complesso paga l’eccessivo minutaggio) ha una nuova accelerata quando, per un inspiegabile (ed in parte inspiegato) cortocircuito drammaturgico, emerge tra le storie dei due protagonisti un punto di contatto, che poi anticipa la rivelazione finale.

Riconoscersi piccoli davanti alla bellezza dell’inspiegabile

Dal rapporto tra questi due personaggi così lontani per caratteristiche e provenienza, ma al tempo stesso così simili, e dal confronto tra due condizioni di solitudine quasi speculari (morali ed interiori, oltre che sociali ed affettive), scaturiscono i momenti più emozionanti del film. Alla fine comunque il regista sembra dirci che il vero miracolo avviene quando la fede germoglia nel cuore delle persone, come accade anche a Jacques proprio grazie all’incontro con Anna. È molto toccante infatti il percorso del fotografo che dalla presunzione dell’impostura, arroccato sulla certezza del tangibile, arriva a riconoscersi piccolo davanti alla bellezza e alla grandezza dell’inspiegabile.
Purtroppo però nel finalissimo, quando il mistero sembra ormai destinato a rimanere tale, il regista cede alla tentazione di dare per forza una spiegazione razionale, per soddisfare il desiderio di risposte del protagonista (oltre che quello dello spettatore). È inevitabile quindi la delusione per la rivelazione finale, che puzza di compromesso, nel tentativo maldestro di far contenti tutti, scettici e devoti.

Scegliere un film 2019

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