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L’estranea


TITOLO ORIGINALE: L'estranea
REGISTA: Paolo Strippoli
SCENEGGIATORE: Paolo Strippoli, Salvatore De Chirico
PAESE: Italia, Francia, Belgio
ANNO: 2026
DURATA: 115'
ATTORI: Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi, Andrea Genovese
SCENE SENSIBILI: Alcune scene a tensione emotiva molto alta, con dettagli sanguinosi, ma nei limiti del genere
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A Roma, durante un tremendo nubifragio, Anna si presenta all’improvviso a casa di sua figlia Alice, un’avviata costumista. Deve svelarle un segreto che risale a più di vent’anni prima. Bari, Ferragosto 1999, Walter e Anna Colonna sono degli arrivati: gli affari vanno bene e possono permettersi una grande villa con piscina. I genitori vorrebbero che i figli primeggiassero, Tobia nel calcio ed Alice nella recitazione in tv, ma durante una festa nel parco di casa, il loro cane Zuppa azzanna Alice e la bambina rischia di perdere la gamba. Nella cappella dell’ospedale dove piange per l’angoscia, Anna viene avvicinata da un’estranea che le propone un misterioso quanto pericoloso patto: la guarigione della figlia in cambio dell’obesità del figlio. Quando, anni dopo, quest’ultimo si trova in fin di vita per un attacco cardiaco, l’estranea si ripresenta ad Anna proponendole un altro scambio, questa volta col marito, che da lì a breve muore tragicamente. Dopo un altro scambio che ha “salvato” durante il parto la fidanzata del figlio Tobia e il suo neonato, Anna è giunta da sua figlia con una valigia dal contenuto inquietante, decisa tragicamente a porre fine al ricatto.

 

All’incrocio fra più generi, un apologo faustiano e una tragedia famigliare.

 È violento il passaggio dal benessere ostentato dalla famiglia Colonna al dramma della gamba maciullata della piccola Alice. Siamo sconvolti come la madre Anna e quando quest’ultima viene raggiunta dall’estranea che le sussurra il diabolico scambio; non sentiamo il bisogno di verosimiglianza, ma veniamo soggiogati dall’emozione. Da questo momento il sortilegio avvolge gli spettatori che non si chiedono come ciò sia possibile, ma solo sperano che quella sorta di maledizione, di faustiana memoria, prima o poi, abbia fine. Ponendosi a metà fra il genere thriller e horror, il regista e cosceneggiatore Paolo Strippoli raggiunge il suo primo obbiettivo coinvolgendo il pubblico e tenendolo avvinto alla storia (nei diversi capitoli La figlia, Il figlio, Il padre, La Madre, Epilogo) fino all’ultimo minuto. Secondo le dichiarazioni dello stesso Strippoli, tutti dovremmo immedesimarci con Anna e chiederci cosa avremmo scelto al suo posto. È una donna che è disposta a tutto pur di scacciare il male dalla sua famiglia, fino a quando si rende conto di essere finita in una spirale (questo il titolo del film per il mercato internazionale) da cui è quasi impossibile uscire.

C’è del pensiero dietro l’architettura drammaturgica del film e l’elemento surreale ha la finalità di provocare la reazione dello spettatore proprio secondo i meccanismi della tragedia greca. Di fronte a questa storia, tutti coloro che sono genitori non possono non interrogarsi rispetto all’ossessione che i loro figli siano perfetti nelle loro performance e compensino i sogni infranti di chi li ha generati. I personaggi di Anna e Walter sono così e subiscono il contrappasso violento delle loro pretese. Il dramma della famiglia Colonna è incompatibile con una concezione creazionista della vita, ma nella sua assurdità funziona come monito catartico per la coscienza dello spettatore, fino alla rivelazione dell’ultima inquadratura.

 

Un film dove il cast è stato “pensato” durante la scrittura.

Presentato in Concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, ha ottenuto il Premio ARCA Cinema Giovani come miglior film italiano e il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani lo ha designato Film della Critica, riconoscendogli una “grammatica audio-visiva potente ed esperienziale”. Poi, al Toronto International Film Festival, il film si è classificato secondo nel premio del pubblico della sezione Midnight Madness. Infine L’Estranea è il film designato a rappresentare l’Italia nella corsa all’Oscar per il miglior film internazionale. Al suo quarto lungometraggio, Paolo Strippoli vede riconosciuta una maturità artistica che gli permette di trasferire sulla scena tematiche di spessore attraverso diversi generi cinematografici, con una predilezione per quello horror.

In questa occasione a supportare le intuizioni di una sceneggiatura ambiziosa vi è un cast che si è calato nelle parti con esito molto positivo. Prima di tutti Jasmine Trinca, che, nel ruolo di Anna, dà corpo e sguardo ad una madre che è disposta a tutto per preservare dal dolore i suoi cari, ma deve accettare di non poter tenere tutto sotto controllo. Nei panni del marito Walter vi è Adriano Giannini, abile nel rappresentare un uomo provinciale che ha fatto fortuna e pensa di poter comprare tutto nella vita, compreso il destino dei suoi figli. La figlia Alice, in età adulta, ha il volto di Romana Maggiora Vergano che conferma di essere una delle giovani attrici italiane più convincenti. Infine, il ruolo dell’estranea è affidato a Valeria Bruni Tedeschi che si trova a suo agio nell’impersonare la donna sensuale e diabolica, nello stesso tempo attraente e spietata.

Un apprezzamento finale va alla scelta dei brani musicali che affiorano dal tappeto della colonna sonora. In particolare restano impressi il brano Narcotic dei Liquido, che caratterizza la festa prima dell’incidente ad Alice e Nessuno dei Baustelle che accompagna la corsa di Anna in automobile durante i festeggiamenti per i Mondiali di calcio del 2006.

 

Giovanni Capetta

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