SCEGLIERE UN FILM

Loving Vincent


TITOLO ORIGINALE: Loving Vincent
REGISTA: Dorotea Kobiela, Hugh Welchman
SCENEGGIATORE: Dorotea Kobiela, Hugh Welchman, Jacek Denhel
PAESE: Polonia, Gran Bretagna
ANNO: 2017
DURATA: 95'
ATTORI: Robert Gulackzyc, Douglas Booth, Jerome Flynn
SCENE SENSIBILI: una scena di sesso secondaria (sullo sfondo dell’azione), alcune scene di rissa e violenza.
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

In Francia, nel 1891, il giovane Armand Roulin riceve dal padre, postino e fraterno amico di Vincent Van Gogh, l’incarico di recapitare l’ultima lettera dell’artista, suicida un anno prima, al fratello Theo. Armand intraprende una lunga ricerca che lo porta, prima a Parigi e poi ad Auvers, sulle tracce del mistero che avvolge gli ultimi giorni di Vincent. Attraverso la conoscenza dell’artista tormentato, Armand mette in discussione se stesso, acquisendo un nuovo sguardo sulla vita.

Un film che travalica ogni limite di genere

Loving Vincent è un film esteticamente prezioso e innovativo, dipinto a mano da più di cento artisti attraverso la tecnica del Painting Animation Work Station. L’immaginario di Van Gogh rivive sullo schermo: i paesaggi e i volti ritratti dall’artista olandese diventano protagonisti di un noir semplice e toccante, al contempo film biografico e di formazione.
Dorotea Kobiela e Hugh Wellchman, registi ma anche sceneggiatori del film, scelgono efficacemente di controbilanciare la forma aritistica particolarmente complessa con una storia minimalista e pulita, il viaggio di scoperta esteriore e interiore del giovane Armand che, pur assumendo a tratti i toni del noir, travalica ogni limite di genere.

Il potere simbolico dei personaggi dipinti

Loving Vincent è un film che sa soprattutto andare all’essenza e, concentrandosi solo sui giorni che precendono il suicidio di Vincent Van Gogh, sa cogliere con profondità la ferita e la bellezza che hanno animato la vita dell’artista, attraverso flashback brevi e densi, resi in bianco e nero per conferire maggior potenza all’esplosione di colori del presente.
All’inizio può essere disorientante abituarsi ai protagonisti fluttuanti nella nuova forma pittorica, tuttavia i personaggi sono così efficacemente costruiti, nella loro semplicità, che nulla della loro credibilità viene perso. La trasfigurazione artistica restituisce invece una potenza iconografica alla vicenda, conferendo ai protagonisti il potere simbolico dei personaggi dipinti nei quadri di Van Gogh: in questo modo il viaggio si fa metaforico, accedendo a dimensioni interdette al realismo.
Sullo sfondo della quieta provincia di Auvers, oscura e luminosa al contempo, si muovono figure nitide, che rimangono nella memoria, calamitate dal magnetismo di Vincent nei loro punti di debolezza: l’invidia artistica del dottor Gachet, l’amore malinconico di sua figlia, lo scherno diffidente dei provinciali, per tutti Vincent è segno di scandalo e di trasformazione.

La voce ritrovata di Van Gogh

L’idea di rendere la sofferta parabola esistenziale di Van Gogh il motore del cambiamento e della crescita di Armand è un grande merito del film che poteva limitarsi a una restituzione biografica e acquisisce invece, in questo modo, non solo il ritmo e la tensione del noir, ma anche una forza rigeneratrice sullo sguardo dello spettatore, compagno del giova95’ne lungo il viaggio di conoscenza fuori e dentro di sé.
Le potenti parole delle lettere di Vincent, richiamate nel titolo, sono il perno reale che permette alla sua voce di animare le immagini tratte dai suoi quadri, restituendoci lo sguardo dell’artista che, progressivamente, pervade anche quello di Armand e, in qualche modo, il nostro di spettatore.
Nel noir molti misteri rimangono onestamente opachi e inaccessibili, poiché ogni uomo è un enigma insolubile, ma il film ha un effetto che travalica il genere e la vicenda narrata: per chi esce dalla sala dopo la sua visione, il mondo non potrà che apparire più intenso, potente e degno di stupore.

Eleonora Recalcati

Tag: , , , , ,