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L’ultima missione: Project Hail Mary


TITOLO ORIGINALE: Project Hail Mary
REGISTA: Phil Lord e Christopher Miller
SCENEGGIATORE: Drew Goddard (dal romanzo omonimo di Andy Weir)
PAESE: USA
ANNO: 2026
DURATA: 156'
ATTORI: Ryan Gosling, Sandra Hüller, Milana Vayntrub, Ken Leung. Doppiatore originale di Rocky: James Ortiz
SCENE SENSIBILI: Nessuna
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Ryland Grace si risveglia dal coma a bordo di un’astronave. Affetto da amnesia temporanea, scopre di essere l’unico sopravvissuto dell’equipaggio e di trovarsi a diversi anni luce dalla Terra. Grace ricorda lentamente di fare l’insegnante ed essere un ex biologo molecolare. L’agente governativa Eva Stratt aveva reclutato Grace per prendere parte alla missione Hail Mary, l’ultima e disperata speranza per salvare il sistema solare. Il Sole, infatti, sta morendo a causa di una misteriosa sostanza che ne consuma l’energia, un fenomeno che sembra colpire anche altre stelle vicine. Solo una stella, distante quasi dodici anni luce dalla Terra, appare immune a questa enigmatica condizione e verso di essa è diretta l’astronave. Durante il viaggio, tra solitudine estrema, esperimenti e scoperte sorprendenti, il percorso di Grace prende una svolta inaspettata quando entra in contatto con un’entità aliena che lui stesso battezza Rocky. Da quell’incontro nascerà un’insolita alleanza che potrebbe cambiare il destino di entrambi i loro mondi.

 

Un’amicizia interplanetaria all’insegna della speranza nel futuro

I registi e coproduttori Phil Lord e Cristopher Miller – già Premi Oscar nel 2019 per il film d’animazione Spider-Man, Un nuovo universo – con lo sceneggiatore Drew Goddard hanno tratto dal romanzo omonimo di Andy Weir un film che, nelle sue quasi tre ore di durata, è una commedia d’interni a tratti leggera che, però, allarga i suoi confini fino a diventare una riflessione etica potente, che attraversa con intelligenza l’animazione, il live action, il digitale, l’analogico, e la spettacolarità della sci-fi più pura. La sapiente commistione di generi fa sì che L’ultima missione. Project Hail Mary possa incontrare sia il gusto degli appassionati di fantascienza, sia quello di un pubblico più vasto. In particolare la relazione che si instaura fra Grace e l’alieno Rocky è molto coinvolgente.

L’alieno, a dispetto del suo roccioso aspetto fisico, ha una sensibilità particolare e instaura con Grace, di dialogo in dialogo, una dimensione di amicizia che lo porterà a rischiare la sua vita per salvare quella dell’umano. Fra i due si sviluppa la consapevolezza che solo collaborando potranno trovare una possibile via di salvezza per i rispettivi pianeti e di fatto è la loro collaborazione che porta a scoperte e risultati insperati fino a quel momento da Grace. L’aspetto ottimistico dell’avventura che il film desume dal romanzo da cui è tratto distingue L’ultima missione da altri numerosi titoli dello stesso genere. Qui la fine catastrofica della vita sulla terra sembra sventata in finale grazie ad un’azione risolutrice del protagonista che diviene pienamente consapevole della sua missione.

 

Il protagonista

Onore al merito di Ryan Gosling che ha creduto così tanto in questo progetto da esserne anche uno dei coproduttori. La sua performance è notevole perché il film si regge in massima parte sulla sua interpretazione. Non è un attore la sua spalla, non c’è una storia d’amore: tutto si regge sulla sua relazione con un’entità in CGI ma questo non gli impedisce di modulare la sua recitazione secondo tutte le corde possibili, quelle drammatiche come quelle comiche. Il personaggio di Grace è molto interessante perché è l’emblema dell’eroe riluttante – tanto da dover essere narcotizzato per farlo decollare nell’astronave – ma poi, nel corso della narrazione, assume una sempre maggiore consapevolezza della sua missione fino ad essere disposto a dare la vita per offrire una speranza alla Terra. Non è da escludere che nelle intenzioni degli autori (a partire da quello del romanzo) non vi fosse anche quella di un riferimento cristologico, ma anche senza toccare queste vette, la trasformazione del protagonista rispetto alla sua posizione nei flashback in cui letteralmente rifiuta la chiamata, rende il racconto avvincente e ci fa immedesimare pienamente con il personaggio. Abilità di registi e sceneggiatore è quella di rendere tangibili gli effetti delle operazioni che Grace compie, la capacità di farci entrare nei ragionamenti fra sé e con Rocky trasformando in action quelle che sono in partenza solo delle teorie.

 

Giovanni Capetta

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