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Michael


TITOLO ORIGINALE: Michael
REGISTA: Antoine Fuqua
SCENEGGIATORE: John Logan
PAESE: USA, Regno Unito
ANNO: 2026
DURATA: 127'
ATTORI: Jaafar Jackson, Juliano Krue Valdi, Colman Domingo, Miles Teller, Nia Long, KeiLyn Durrel Jones, Laura Harrier, Jessica Sula, Mike Myers, Kendrick Sampson, Larenz Tate, Joseph David-Jones
SCENE SENSIBILI: Nessuna
1 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 51 vote, average: 4,00 out of 5

Il protagonista, Michael, va con la memoria al 1966 quando iniziò la sua carriera di cantante e ballerino con i Jackson 5, la band formata coi suoi fratelli, sotto la guida del padre-manager Joseph, un operaio siderurgico di Gary in Indiana. Michael è il più piccolo, ma il più talentuoso dei fratelli e sua è la voce guida. Il padre è molto severo con tutti ma con lui in particolare, non facendogli mancare anche dolorose punizioni corporali. Con il passare degli anni, il gruppo è sempre più popolare e la famiglia cambia decisamente tenore di vita con gli introiti di dischi e concerti, trasferendosi in una villa in California. Michael, che ha trascorso un’infanzia solitaria e senza amici fuorché i suoi animali, diviene sempre più consapevole delle proprie capacità e nel 1978 riesce, contro il volere paterno, a produrre un disco da singolo, nonché i suoi primi innovativi video. Il successo mondiale è strepitoso e Michael non fatica a trovare agenti ed impresari che lo aiutano nel faticoso e lacerante distacco dal padre, che pure cerca di organizzare un tour con i fratelli riuniti e degli spot pubblicitari. Anche dopo un grave incidente che poteva pregiudicargli la carriera, la grande pop star torna sul palco dai suoi fan sempre più numerosi.

 

La scintillante parabola di un artista senza macchia

Il produttore Graham King, dopo il successo di Bohemian Rhapsody dedicato a Freddy Mercury e ai Queen, è riuscito nell’intento di realizzare un altro grande biopic musicale per soddisfare le aspettative del vastissimo e intergenerazionale pubblico dei fan di Michael Jackson. Il film, affidato alla regia di Antoine Fuqua, esperto di action movie, ha una grande parte dedicata alle riprese di concerti e performance musicali, mentre la narrazione biografica è ridotta all’essenziale e risente di accordi stabiliti con gli eredi Jackson per cui non si fa alcuna menzione di quegli elementi critici della vita del divo che di fatto appartengono ad una fase cronologica successiva a quella raccontata nel film. Ai diversi dettagli della vita privata e famigliare che si sarebbero potuti narrare, vengono anteposte lunghe sequenze con le esibizioni prima del complesso e poi di Michael da solo in scena. Un cartello finale farebbe supporre l’intenzione di realizzare un sequel. Ciò che, intanto, è focalizzato con grande insistenza è il rapporto conflittuale di Michael col padre.

Quest’ultimo sembra non vedere nel figlio se non un esecutore da allenare e gestire per ottenere il massimo di ricchezza possibile. Pare mancargli completamente la dimensione affettiva e se con Michael piccolo arriva alle cinghiate, con lui adulto crede di poter usare la stessa violenza in termini decisionali. Michael ha dalla sua il calore della madre e una grande capacità di immergersi in un mondo di fantasia – ispirato alla Neverland di Peter Pan – che lo consola dalla solitudine a cui è costretto.

Una volta divenuto adulto, Michael si dimostra in grado di camminare da solo. Se da un lato è ossessionato dal suo aspetto fisico e si sottopone ad un doloroso intervento chirurgico al naso, dall’altro dimostra grande sensibilità nei confronti dei bambini malati che incontra durante le sue degenze ospedaliere.

Quella che viene delineata è la storia di un eroe in continua ascesa che anche quando cade sa rialzarsi. Dalle performance come piccolo leader dei Jackson 5 fino ai video di Thriller o Bad, quella che viene offerta agli spettatori è la scintillante carriera di un uomo buono e geniale.

 

Due attori all’altezza del protagonista reale

In aggiunta a quanto svolto dalla sceneggiatura, molto merito alla resa luminosa del protagonista è da attribuire alle interpretazioni dei due attori che impersonano Michael Jackson. Il piccolo Juliano Krue Valdi ha una carica e una vitalità eccezionali e sia con la voce sia con il ballo rende perfettamente le capacità dell’originale. Di tenore ancora superiore è la performance di Jaafar Jackson, che, forte di una grande somiglianza fisica, ha saputo imitare la prossemica di Michael con precisione eccezionale. L’attore ha studiato ogni gestualità e ci offre un personaggio credibile. Anche nel canto, la possibilità di utilizzare l’audio originale di Michael e sincronizzare i labiali di Jaafar su questo aumenta esponenzialmente la qualità della riproduzione. Tutto quindi contribuisce a far sentire lo spettatore immerso in un’esperienza di rievocazione molto verisimile e anche l’osservatore più critico viene convinto della bontà dell’operazione.

 

Giovanni Capetta

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