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Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo


TITOLO ORIGINALE: Minions - The Rise of Gru
REGISTA: Kyle Balda, Brad Ableson e Jonathan del Val
SCENEGGIATORE: Brian Lynch e Matthew Fogel
PAESE: USA
ANNO: 2022
DURATA: 90'
ATTORI: con le voci italiane di Max Giusti, Pierre Coffin e Carlo Valli; in originale Steve Carell, Pierre Coffin e Taraji P. Henson
SCENE SENSIBILI: nessuna
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L’undicenne Gru sogna di entrare nella più famosa banda di super cattivi del Paese, ma quando si presenta davanti ai suoi beniamini, si ritrova deriso per la sua giovane età. A Gru non resta che dimostrare quanto vale: ruba così la loro pietra magica e, aiutato dai Minions, riesce a fuggire. Peccato che la pietra venga persa lungo il cammino. Riuscirà Gru a ritrovarla e a diventare super cattivo?

Un franchise consolidato

I Minions 2 è il sequel de I Minions, film uscito nelle sale nel lontano 2015, che cavalcando l’onda del successo delle piccole creature gialle, comparse per la prima volta sullo schermo in Cattivissimo me 1 e 2, è entrato a far parte dell’Olimpo dei maggiori incassi della storia del cinema. Anche questa volta il lungometraggio d’animazione è stato preannunciato da una martellante campagna pubblicitaria che ha visto i gialli faccioni degli aiutanti di Gru comparire in tutte le città e in tutte le spiagge della Penisola.
La Illumination ormai sa come gestire questo franchise e, soprattutto, sa cosa vuole il pubblico, o meglio, pensa di saperlo: ecco allora che il cinema diventa il palcoscenico di punta di quelle creature adorabili che parlano una lingua immaginaria fatta di un melting pot di idiomi che si intrecciano e, a volte, si riconoscono anche. I Minions sono teneri, amabili e sanno farsi apprezzare da grandi e piccini; la loro incondizionata lealtà non può che conquistare e la Illumination lo sa e punta solo su questo, facendo del film uno strumento per metterli in scena.

Un intrattenimento che può dare di più

E allora non c’è bisogno di una vera storia, di un vero cattivo o di un vero protagonista. Certo ci sono, ma sono poco più che comparse: i personaggi sono lasciati in superficie, mai approfonditi davvero. C’è Gru, un ragazzino con un grande sogno e un grande potenziale, e ci sono i nemici, un po’ banali, fatti più per far scattare qualche risata o suscitare ironia nel pubblico che per fare davvero paura o essere una minaccia per l’eroe. Questa storia avrebbe potuto raccontare di più del rapporto tra bambino (Gru) e anziano (il fondatore della banda di cattivi), che sembra citare Up, e di come il loro incontro li abbia profondamente cambiati. La loro relazione muta, con uno schiocco di dita, senza che davvero si veda il conflitto interiore nel vecchio super cattivo, che prima non vuole il bambino e poi non può farne a meno.
Sono infatti le emozioni, quelle date dal dubbio e dalla difficoltà della scelta, a mancare. I sentimenti si sfiorano appena, ma poi entra in gioco la tenerezza, che gli esserini gialli riescono a suscitare con semplicità e naturalezza, fin dalle prime battute del film. La lealtà verso il loro Mini Capo è incondizionata e il pubblico non può che adorarli nel vederli travestiti da mamma e papà per aspettare il piccolo Gru fuori da scuola come se fossero i suoi genitori.
I Minions sono i catalizzatori della pellicola e per questo allo spettatore viene impedito di apprezzare totalmente il percorso del protagonista, che alla fine trova nel suo idolo quella figura genitoriale che non ha mai avuto. Ma non è questo a emergere dal film. Sono le gag e le annesse risate a rendere questa storia sicuramente piacevole e simpatica, adatta per una serata in compagnia di grandi e piccoli, senza che venga davvero toccata nessuna nota profonda che possa scuotere il cuore.

Chiara Comotti

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