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Notte prima degli esami 3.0


TITOLO ORIGINALE: Notte prima degli esami 3.0
REGISTA: Tommaso Renzoni
SCENEGGIATORE: Fausto Brizzi e Tommaso Renzoni
PAESE: Italia
ANNO: 2026
DURATA: 95'
ATTORI: Sabrina Ferilli, Gianmarco Tognazzi, Tommaso Cassissa, Adriano Moretti e Ditonellapiaga
SCENE SENSIBILI: scene a sfondo sessuale senza nudità
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Roma, giorni nostri. La scuola sta finendo e l’esame di maturità si avvicina per un gruppo di liceali dell’ultimo anno. Tra questi c’è anche Giulio – incasinato come i suoi compagni e innamorato segretamente della fidanzata del suo migliore amico – che commette l’errore di offendere pubblicamente la Belva, alias la severissima insegnante di Lettere, che lo voleva interrogare proprio nell’ultimo giorno di scuola. Il destino scolastico sembra quindi segnato per il ragazzo, ormai rassegnato a ripetere l’anno. A sorpresa invece viene ammesso alla maturità come tutti gli altri. Che sia uno stratagemma della professoressa per umiliarlo pubblicamente il giorno dell’esame? C’è solo un modo per scongiurare questa eventualità: cercare di ammansire la Belva…

 

Nuovi personaggi

Venti anni dopo il primo film, che aveva rappresentato l’esordio alla regia per Fausto Brizzi (qui cosceneggiatore), tornano sul grande schermo le (dis)avventure scolastiche di un gruppo di liceali romani, in procinto di misurarsi con l’esame degli esami, cioè la maturità, che sancisce simbolicamente il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

In questo terzo capitolo – dopo il sequel Notte prima degli esami oggi, collocato nell’estate del 2006, quella della vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio (nel mezzo anche una miniserie Rai in due puntate, ambientata nel 1982) – il protagonista si chiama Giulio Sabatini ed è interpretato dal giovane attore e content creator Tommaso Cassissa. Personaggi diversi quindi e ambientazione temporale diversa (e nell’epoca digitale, vent’anni di differenza sono un’era geologica) ma stessa età dei protagonisti e di conseguenza stessi problemi: la lealtà tra amici, il rapporto con gli adulti, la scoperta dell’amore e, ovviamente, il senso di inadeguatezza al cospetto dell’esame.

 

Remake?

Il film per certi versi potrebbe sembrare un remake perché oltre all’ambientazione romana e al riferimento musicale obbligato al tormentone di Venditti (per la prima volta presente in carne ed ossa per un cameo nel finale) anche la struttura narrativa è simile a quella degli altri film (soprattutto del primo), dal quale vengono mutuati diversi elementi: su tutti, il rapporto maieutico che si instaura tra il protagonista e il docente antagonista – questa volta però in versione femminile (Sabrina Ferilli) – dopo lo scontro iniziale che rappresenta l’incidente scatenante su cui si regge la tensione drammaturgica di tutto il film.

Su questa impalcatura comune, vengono innestate modifiche ed aggiornamenti che rendono ovviamente nuovi ed attuali la storia e i personaggi raccontati. Completamente inedito è infatti l’escamotage con cui il maturando decisamente ancora poco maturo spera di poter conquistare le simpatie della severissima professoressa, e anche il triangolo sentimentale con la fidanzata del migliore amico (anche lui interpretato da un noto youtuber, Adriano Moretti). Il meccanismo dei messaggi telefonici che tengono in piedi l’equivoco è sicuramente divertente ma forse tirato un po’ per le lunghe, determinando un ventre molle nella parte centrale del film che viene compensato, in termini di tirante narrativo, dalle peripezie sentimentali del giovanissimo ensemble di personaggi.

 

Generazioni a confronto

Anche qui poi è presente la componente nostalgica, impersonata soprattutto dal papà melomane (Ricky Tognazzi) di una delle compagne di classe di Giulio, ancora più tesa nel raccontare, forse imparzialmente, un conflitto generazionale tra mondi lontani, apparentemente senza punti di contatto, mettendo a confronto persone di età diverse con differenti usanze e riferimenti culturali (a proposito, c’è anche Ditonellapiaga, non nei panni di sé stessa ma con un personaggio a parte). Per certi versi il film sembra voler ricucire questa distanza, vera e presunta, raccontando ponti ideali tra generazioni, come appunto l’esame di maturità, la canzone di Venditti, successo senza tempo, e ovviamente, l’amore in senso lato, che non passa mai di moda.

E con una certa lucidità e un po’ di ironia, viene messa in scena anche la confusione affettiva e di identità di un certo mondo giovanile che, disorientato da teorie e mode contemporanee, si ritrova alla ricerca di nuove categorie in cui inquadrarsi.

 

 

Gabriele Cheli

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