Una maledizione incombe su tutti i popoli oceanici da quando Maui, un semidio guerriero e mutaforma, ha rubato il cuore di Tefiti, una piccola pietra verde in grado di generare la vita. Secoli dopo, l’Oceano sceglie Vaiana, la figlia del capo tribù dell’isola di Motonui, per restituire il cuore a Tefiti, divinità dell’Isola Madre, e spezzare il giogo della maledizione che ha portato oscurità e morte in tutto l’oceano Pacifico. Su consiglio di sua nonna, e spinta anche dal desiderio di liberare il popolo di navigatori che, per paura, da decenni non supera più il reef, la barriera corallina che circonda l’isola, la giovane sognatrice parte per un lungo viaggio alla ricerca di Maui, l’unico che può riparare al suo errore e riportare le cose alla normalità…
Il filone dei remake in live action dei classici Disney, iniziato negli anni Novanta con l’accoppiata de La carica dei 101 (quelli con Glen Close per intendersi) e ripreso poi con più convinzione negli ultimi quindici anni con tanti altri titoli di grande successo (da Maleficent a Lilo&Stitch, passando per Dumbo e il Re Leone), è impreziosito finalmente dall’amatissimo musical a tinte maori, la cui versione originale nel 2017 è stata premiata dall’Academy con due Oscar, uno per il miglior film d’animazione e l’altro per la miglior canzone.
Proprio la colonna sonora del film, rimasta praticamente inalterata, è anche la colonna portante di questo rifacimento ovviamente di grande qualità anche visiva, come per gli altri film autentica sfida produttiva che va a sondare i limiti più alti ed impervi della sempre più evoluta CGI. Nonostante l’ardua missione di ricreare contenuti ed immagini di grande impatto che in un film di animazione risultano più coerenti con il linguaggio proprio del tipo di prodotto, il risultato è qui complessivamente appagante e non delude in nessun frangente.
Oltre alle musiche poi, anche la storia è praticamene identica così come la sceneggiatura che si discosta di poco dall’originale, soprattutto in alcune pennellate in chiave di commedia, ed è firmata da Jared Bush, uno dei nomi di punta di Disney, di cui è anche direttore creativo e autore di alcuni tra i titoli di maggior successo degli ultimi anni, tra cui Encanto e la saga di Zootropolis.
Il cast ovviamente ruota attorno a Dwayne Johnson, in arte The Rock (qui anche produttore) – nome di spicco tra attori meno conosciuti – che ripropone con grande efficacia e simpatia la boria e l’egocentrismo del personaggio di Maui, il mito polinesiano sulle cui gesta è costruita la trama del film. Il tema poi dell’interesse particolare di una ragazzina, e della sua piccola comunità, si lega anche qui alla salvezza universale che prevede la realizzazione di una grande impresa ma deve fare i conti con i limiti caratteriali dei due protagonisti, fondamentalmente due adolescenti (anche se Maui è in realtà ultramillenario) che devono imparare a superare le proprie inadeguatezze per risollevare le sorti del mondo conosciuto e dei popoli dell’oceano. Nelle mani di un narcisista e di una ragazzina ambiziosa con manie di grandezza, è riposta la speranza di un intero pianeta ma niente paura, abbiamo tutti già visto il cartone animato e sappiamo bene come la storia va a finire.
Gabriele Cheli
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