Il governo degli Stati Uniti ha emanato un decreto per cui a tutte le persone non sposate, è concessa una sola notte all’anno (dodici ore) per avere rapporti pre (o extra) matrimoniali. A New York due anime sole, Owen e Allie, vagano per le strade della Grande Mela con lo stesso obiettivo: trovare un partner con cui passare la notte. Stesso scopo quindi, ma percorsi diversi: lui infatti è un pizzaiolo in cerca di compagnia per non pensare alla fidanzata che gli ha chiesto una notte di libertà, lei una cantante di spot pubblicitari in cerca del principe azzurro. Il caso li fa incontrare più volte ma la scintilla sembra non scoccare mai. E il tempo stringe.
Come si sarà già capito dalla sinossi, il film è una commedia romantica tutta pepe (un’altra da aggiungere alla filmografia di questo regista, autore già di titoli come Amici di letto e Tutti tranne te), ambientata in una New York bellissima, un po’ notturna ma a tratti abbacinante (alert, il film fa venire voglia di comprare un paio di biglietti aerei per la Grande Mela) una favola metropolitana che racconta dopo una serie di magiche coincidenze la nascita di un amore.
L’aspetto che lascia più perplessi fin dalle prime battute, sono i risvolti etici e morali della premessa narrativa, che non vengono sviscerati ne approfonditi più di tanto: se da una parte infatti l’oggetto del decreto emanato dal governo rappresenta una gravissima limitazione della libertà, civilmente parlando, su cui si sarebbe potuto fare anche una riflessione più approfondita, dall’altra, la sceneggiatura sembra vedere il problema dell’emancipazione sessuale e dei rapporti prematrimoniali in modo avulso dalla realtà, svuotando di significato il problema reale che sarebbe, per tutti, il senso della sessualità in rapporto all’insieme della vita personale e dei legami esistenziali e, per chi ci crede, il Sacramento del matrimonio.
Oltre a questo, anche il presupposto drammaturgico risulta un po’ debole non tanto per un problema di credibilità, quanto della coerenza interna al racconto, che non viene più di tanto messa alla prova, sorvolando su certi nodi che non vengono mai spiegati in modo soddisfacente, soprattutto per quanto riguarda il sistema di controllo delle attività sessuali “clandestine” (va detto che è davvero assurdo lo scenario immaginato ed approfondire certe dinamiche avrebbe richiesto troppo spazio per una commedia sentimentale).
Al netto di queste prime impressioni, una volta stipulato il patto con il pubblico per cui si accetta di credere che in una società occidentale contemporanea, democratica e libera, sia in vigore una legge del genere, il film si rivela riuscito grazie anche all’intreccio narrativo ben costruito (non era facile giustificare i vari respingimenti dei protagonisti quando si capisce da minuto 1 che i due si piacciono, c’era il rischio di una certa meccanicità) e a una struttura narrativa efficace che si regge sul time-lock delle dodici ore al centro di questa commedia molto romantica e anche molto commedia – perchè fa abbastanza ridere, anche se in certi momenti il tono scende quasi ad un livello triviale.
Tutto sommato però, il film non è solo un pretesto per parlare del sesso in modo un po’ frivolo e superficiale ma ha una sua serietà nell’affrontare la questione, rivelandosi soprattutto nel terzo atto un’occasione per riflettere sul senso dell’amore tra un uomo e una donna, di cosa voglia dire conoscersi veramente. In qualche modo quindi è un piccolo inno alla libertà, che non è solo poter scegliere su come usare il proprio corpo ma anche decidere di aspettare, aspettarsi e anche darsi il tempo di far maturare sentimenti e rapporti.
Gabriele Cheli
Tag: 3 stelle, Commedia, Drammatico, Fantascienza, Romantico