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Per lanciarsi dalle stelle


TITOLO ORIGINALE: Per lanciarsi dalle stelle
REGISTA: Andrea Jublin
SCENEGGIATORE: Alice Urciuolo
PAESE: Italia
ANNO: 2022
DURATA: 90'
ATTORI: Federica Torchetti, Cristiano Caccamo, Celeste Savino, Anna Ferruzzo, Valentina Carnelutti e Beatrice Modica
SCENE SENSIBILI: nessuna
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Sole Santoro ha venticinque anni, vive con la sua famiglia a Conversano, un piccolo paesino in provincia di Bari e da anni soffre di un grave disturbo d’ansia che le condiziona l’esistenza. Ha sempre voluto viaggiare, lasciare la Puglia e frequentare l’università a Roma, ma per una come lei sarebbero tutte esperienze impossibili da vivere con serenità. L’unica persona con cui riesce a confidarsi è la sua migliore amica Emma, ma oggi purtroppo non c’è più a causa di un tragico incidente d’auto. L’unica cosa che le rimane di lei è una lettera in cui l’amica la esorta ad elencare le sue paure, grandi e piccole, per prenderne coscienza e affrontarle una volta per tutte. Ed è proprio per rispettare questo ultimo desiderio di Emma che Sole decide di rimettersi in gioco, questa volta supportata da vecchi e nuovi amici tutti pronti ad aiutarla in questa sua inimmaginabile impresa.

Condividere l’ansia è il primo passo per superarla

In questa sua nuova commedia, tratta dall’omonimo romanzo di Chiara Parenti, il regista torinese Andrea Jublin affronta in maniera leggera, e mai banale, una tematica tanto spiacevole quanto terribilmente attuale come l’ansia. Si tratta di una compagna di vita davvero estenuante che spesso scandisce le giornate di che ne soffre, rovinandogli ogni singolo momento. La protagonista, infatti, non riesce neanche a scegliere i gusti del gelato in pace. Il peggio è che questo tormento non si presenta quasi mai da solo, è sempre accompagnato da una profonda insicurezza e da un pesante senso di inadeguatezza. Questa situazione purtroppo è vissuta da parecchie persone, soprattutto i giovani tra i 20 e i 30 anni che sperano in ogni modo di trovare un posto nel mondo e vivono spesso nel terrore di non essere all’altezza, di non riuscire a soddisfare le aspettative della società, proprio come Sole.
Ma allora è possibile uscire da questo disturbo d’ansia soffocante? Per lanciarsi dalle stelle risponde a questa domanda in maniera molto semplice: sì, attraverso la compagnia. Condividere i propri problemi e paure con le persone che ci vogliono bene è sicuramente il primo passo verso la rinascita. Nel film, sia gli amici che lo psicoterapeuta sono figure certe e ricorrenti che non abbandonano mai Sole, ma al contrario la ascoltano senza compiangerla e la stimolano a superarsi. Frequentandoli quotidianamente, la ragazza si accorge che quelle persone sono molto più simili a lei di quanto pensasse; anche loro hanno preoccupazioni, ansie e timori. Massimo, il fratello di Emma, fatica a superare il lutto; Danio soffre il mal d’amore e Miriam, la più bella del gruppo, quella dalla vita invidiabile, nasconde un segreto: è affetta da alopecia, proprio lei che sperava di vincere il concorso di bellezza indetto dalla città.
È la mentalità del mondo che spinge tutti, e quindi anche questo nuovo gruppo di amici, a non mostrare alcun cedimento, a risultare perfetti agli occhi degli altri, ma la verità è esattamente l’opposto. La storia di Sole dimostra che solamente nel momento in cui si ha il coraggio di rivelare i propri limiti, si comincia a prendere consapevolezza di sé e delle proprie paure. L’obiettivo del film, quindi, non è trovare una cura al disturbo d’ansia, ma trovare un modo per imparare a conviverci e impedire che esso condizioni l’esistenza.

Una commedia un po’ prevedibile ma coraggiosa

L’ansia è sicuramente il fulcro dell’intera narrazione, ma ciò che la rende ancora più interessante è l’interpretazione dell’attrice protagonista, Federica Torchetti, che riesce a dare vita a un personaggio complesso come Sole. Con grande abilità, la Torchetti fornisce, infatti, un credibile ritratto del disagio vissuto da persone affette da questi tipi di disturbi, rubandoci un sorriso qua e là.
La rottura della quarta parete con il personaggio che guarda e parla in macchina, è un espediente sicuramente non nuovo, ma in un registro di commedia come questo funziona perché permette allo spettatore di entrare in empatia con la protagonista e di scoprire i pensieri di una vera ansiosa come lei. Non è lo stesso per i personaggi secondari che risultano a volte un po’ prevedibili e poco approfonditi. Sarebbe stato interessante, invece, sapere qualcosa di più di loro per rendere lo sviluppo della narrazione ancora più intrigante, ma nonostante questo il film funziona e regala il lieto fine che tutti si aspettano.
Per lanciarsi dalle stelle è una commedia per tutti, in chiave young adult, lieve e disimpegnata, a volte un po’ prevedibile, ma è una delle poche che ha avuto finalmente il coraggio di raccontare con leggerezza un disagio ormai fin troppo diffuso, nella speranza che diventi normale parlarne liberamente.

Elisa Ricci

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