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Persuasione


TITOLO ORIGINALE: Persuasion
REGISTA: Carrie Cracknell
SCENEGGIATORE: Alice Winslow e Ronald Bass
PAESE: USA e Regno Unito
ANNO: 2022
DURATA: 107'
ATTORI: Dakota Johnson, Cosmo Jarvis, Richard E. Grant
SCENE SENSIBILI: nessuna
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Anne ha ventisei anni ed è l’unica figlia della nobile famiglia Elliott a non avere ancora trovato marito. La sua occasione l’ha persa otto anni prima, quando si lasciò persuadere dalla famiglia a rifiutare il bel Frederick Wentworth per il suo basso ceto sociale.
Frederick, deluso, parte per il mare e quando torna dalle guerre napoleoniche è Capitano della Marina. L’incontro con Anne rimetterà in discussione i sentimenti di entrambi.

La nuova Jane Austen…

Il nuovo film prodotto e distribuito da Netflix è un classico… Netflix. Sì, perché l’etichetta della casa americana si sente quasi in ogni scena, come se l’iconico “tudum” facesse parte della colonna sonora. Sguardo in camera, ironia, alcol, zie disinibite, volontà di modernizzare tutto, anche un vero classico austeniano. Anche i dialoghi sembrano scritti come slogan da tiktok: “Ora siamo peggio di ex: siamo amici” dice la nuova Anne Elliott, mentre in altre scene beve un bel sorso di vino rosso in camera, con uno sguardo alla Jim di The Office verso il pubblico, come a dire “Ok boomer” al padre altezzoso.
Una linea già vista con Enola Holmes, primo film Netflix che andava a toccare uno dei grandi classici della letteratura inglese, il mitico Sherlock Holmes, inventandone una sorella minore con lo stesso piglio investigativo. Ma se il film con l’astro nascente Millie Bobby Brown come protagonista era dichiaratamente rivolto a un pubblico giovanissimo, preteen, e alcune scelte registiche – come la rottura della quarta parete e il dialogo con il pubblico – erano volte a una maggiore comprensione e immersione nella storia, Persuasione non decide cosa essere: riproposizione fedele? Adattamento moderno? Commedia romantica? Trashata – per usare un termine caro alla chattering class? Oppure tutto quanto insieme?

… piacerebbe a Jane Austen?

Domanda retorica e provocatoria. Di sicuro al film manca il ritmo del libro, che nonostante gli immancabili dialoghi interiori e le conversazioni pungenti permette al romanzo di non annoiare gli amanti del genere. Ma il problema del film è proprio questo: a chi dovrebbe essere rivolto?
Non è chiara la risposta. Forse la stessa Jane Austen passerebbe volentieri un’ora e mezza davanti a questa parodia della sua opera. Perché sì, nonostante la bella confezione – alcune scene con una apprezzabile estetica – e la citazione esatta di qualche dialogo dalla riconoscibile ironia austeniana, se bisognasse trovare un genere a Persuasione la parodia di un classico calzerebbe a pennello.
Gli autori non dovrebbero averne a male: se così non fosse, non avrebbero girato una scena con Anne che origlia il dialogo tra la sua rivale in amore e il suo amato mentre è impegnata ad alzarsi la sottana per fare pipì dietro un albero.

Claudio F. Benedetti

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