La giovane Kenna, dopo aver scontato cinque anni di prigione per aver causato l’incidente in cui è morto il suo fidanzato Scott, cerca disperatamente di conoscere sua figlia Diem, affidata subito dopo il parto ai nonni paterni. Ad impedirglielo, oltre agli ex suoceri, c’è anche Ledger, migliore amico di Scott, diviso tra la lealtà verso il passato e i sentimenti che nascono nei confronti di Kenna.
Nel periodo di Natale su alcuni canali tv, non è raro trovare i film prodotti da Hallmark Channel, caratterizzati per lo più da una trama molto semplice in cui una giovane lei incontra un giovane lui in un paesino sperduto e dopo aver capito che i loro rispettivi mondi sembrano inconciliabili decidono che il sentimento che li unisce può superare ogni difficoltà così da vivere per sempre felici e contenti. Reminders of him è annoverabile in tutto e per tutto in questo “format”, di certo con un budget a disposizione decisamente più elevato e con un punto di partenza molto molto più drammatico. La trama e i suoi sviluppi sono chiari e nitidi sin dal primo incontro tra i protagonisti e per questo non ci stupiamo nemmeno troppo se il finale arriva in una maniera forse troppo sbrigativa.
Regia e fotografia seguono anch’esse le caratteristiche di questo genere: si prediligono toni caldi e primi piani stretti, con immagini più luminose nei momenti in cui la protagonista ricorda i bei momenti trascorsi con il suo fidanzato. Nel complesso, una direzione visiva ben confezionata che non tenta mai di osare, ma che rispetta con rigore le regole non scritte del genere.
Per qualche insana ragione, si tende a pensare che la prevedibilità nei film sia un punto a sfavore. Non è sempre così: per un romance drammatico o una fiction sulla redenzione, intravedere i possibili sviluppi della trama toglie quel filo di angoscia che normalmente si vivrebbe nella vita reale. Il punto di partenza di Remiders of him – la morte di Scott, un giovane ragazzo con una famiglia affettuosa, causata dall’incidente colposo della sua fidanzata Kenna – è davvero molto triste, soprattutto perché, con questa colpa, Kenna non ha mai potuto conoscere sua figlia. Il senso di colpa della donna, unito all’impotenza nel risolvere il conflitto coi suoceri, sarebbe troppo doloroso per uno spettatore se il destino – o la Provvidenza – non facessero incontrare Kenna e Ledger (guarda caso anche padrino della figlia appunto di Kenna). Vedere sullo schermo che per quanto la vita possa crollare dall’oggi al domani, c’è sempre una via per essere felici, possiede una forte funzione consolatoria, forse più preziosa di tanti capolavori ricchi di colpi di scena.
Riccardo Galeazzi
Tag: 3 stelle, Drammatico, Sentimentale