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Smallfoot – il mio amico delle nevi


TITOLO ORIGINALE: Smallfoot
REGISTA: Karey Kirkpatrick, Jason Reisig
SCENEGGIATORE: Karey Kirkpatrick, Clare Sera
PAESE: Usa
ANNO: 2018
DURATA: 109'
ATTORI: con le voci italiane di Lorenzo Licitra, Lodovica Comello, Carlo Valli, Gemma Donati
SCENE SENSIBILI: nessuna
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Una comunità di yeti vive pacificamente sulla cima di una montagna, sospesa sulle nuvole, sotto le quali sembra ci sia il nulla. Le tavole di pietra spiegano la verità di ogni cosa e assegnano un ruolo ad ogni abitante. Ma quando Migo, un giovane brillante yeti, scopre l’esistenza dello smallfoot (l’uomo), gli equilibri della comunità vacillano e tutto ciò in cui credevano si rivela una menzogna. Migo, insieme ad altri amici “visionari”, deve dimostrare a tutti quello che ha visto e affrontare il difficile incontro con il genere umano in generale e con Percy in particolare, un ragazzo documentarista che ha smarrito la sua reale passione per le specie animali per compiacere i gusti degli spettatori.

L’incontro con l’ignoto per recuperare se stessi

Smallfoot – Il mio amico delle nevi, film d’animazione distribuito da Warner Bros., ripropone la leggendaria figura dello yeti, portandoci un punto di vista rovesciato e originale, come rivela il titolo. La comunità yeti stessa è protagonista, chiusa in alcune credenze e superstizioni, tra cui quella dello smallfoot, essere dal piede piccolo che si ritiene una creatura leggendaria e pericolosa. Sono le tavole di pietra a sancirne la non esistenza, così come regolano tutto quello che riguarda la comunità.
Un giorno però Migo, giovane yeti in procinto di diventare suonatore di gong (colui che schiantandosi contro un gong ogni giorno farebbe sorgere il sole), sbaglia mira e finisce per trovarsi in un luogo isolato. Proprio qui avvista uno smallfoot e così accorre al villaggio per rivelare tutto agli abitanti. Andare contro le pietre però è contro la legge e rischia di far crollare tutto ciò in cui credono gli yeti. Migo viene quindi bandito dal guardapietre, capo della comunità, e si trova costretto a dover dimostrare le sue ragioni. Grazie a un gruppo di “strani” del villaggio, di cui fa parte anche Miki, la bella figlia del guardapietre che fa battere il cuore a Migo, il giovane yeti si immerge nell’ignoto al di sotto delle nuvole, per scoprire che in realtà non c’è il nulla, come dicevano le pietre, ma un mondo da esplorare. E lì incontra Percy, un documentarista alla disperata ricerca di materiale capace di conquistare visualizzazioni, ormai destinate solo a buffi video di animali che fanno cose strambe. Percy sembra pronto a rinunciare alla sua reale passione per gli animali per compiacere i gusti dei media.
L’incontro tra i due, dapprima fonte di paure e incomprensioni, porta entrambi a iniziare un percorso per recuperare quel che era andato perso: per Migo e la sua comunità la conoscenza della verità, e per Percy la riconquista di un modo genuino di seguire la propria passione, senza preoccuparsi troppo dei like.

Un film ambizioso che si appoggia su risoluzioni troppo facili

Il film mette in campo diverse tematiche interessanti: i rischi di credenze che portano ad una chiusura mentale, mossa dalla paura del diverso, il difficile incontro con ciò che è altro da noi e la perdita della propria integrità per ottenere consensi altrui.
Il tutto è servito attraverso una storia abbastanza equilibrata, senza in realtà momenti troppo emozionanti e memorabili, ma con divertenti gag visive, soprattutto per i più piccoli.
Un film quindi ambizioso per i temi trattati, ma che si ferma forse alle buone intenzioni e si appoggia su alcune risoluzioni troppo facili. Il coraggio che dovrebbe servire per affrontare le situazioni che ci sono messe davanti non trova vere ragioni che lo muovono e che potrebbero invece offrire qualche spunto ancor più interessante. Non c’è inoltre un obiettivo né una posta in gioco davvero personali per il protagonista Migo, motivo per cui si fatica ad affezionarsi e a emozionarsi. Il risultato è un film senz’altro godibile, ma che avrebbe potuto aspirare ad essere qualcosa di più.

Scegliere un film 2019

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