Tratto dall’omonimo cortometraggio del 2008 di Greg Kohs, la vera storia di una famiglia nata da una tribute band di Neil Diamond. Mike Sardina s’innamora di Claire e crea insieme a lei il duo Lightning & Diamond, affrontando insieme le gioie e i dolori del palco e della vita.
Una melodia d’amore: il sottotitolo italiano al film spiega bene quello che c’è da aspettarsi davanti a questo tentativo di ritorno del genere musicale da parte del cinema americano. A tal proposito sono stati scelti due attori del calibro di Kate Hudson e Hugh Jackman, che torna a cantare in un film dopo i successi dei Miserabili e di The Greatest Showman. D’altronde i musical sono la vera passione dell’attore australiano, molto più degli artigli di Wolverine, nonostante il danaroso richiamo dei cinecomics lo abbia spinto recentemente a tornare nei panni dell’antieroe.
Il film punta sulla nostalgia: gli anni’90, le canzoni di Neil Diamond, i Pearl Jam a cui Lightnin’ & Thunder aprono il concerto, come accadde davvero nel 1995, facendo diventare famosa la tribute band in tutti gli Stati Uniti. Insomma: “good times never seemed so good” come canta proprio Neil Diamond nella sua celebre Sweet Caroline.
Ciò che ci si chiede a fine film è perché portare sul grande schermo questa storia adesso, fuori tempo massimo rispetto all’omonimo cortometraggio del 2008 da cui è tratto. Forse la risposta sta nel protagonista Mike, un ex alcolista che supera i suoi demoni per essere un miglior padre per la figlia e per la nuova famiglia che si ritrova sposando Claire. Il personaggio interpretato da Hugh Jackman è semplicemente – o forse no – un buon padre, che non si arrende davanti a niente per sostenere moglie, figli e figliastri. Una figura dimenticata dal cinema degli ultimi anni, e che il film ha il merito di riportare in auge.
Claudio F. Benedetti
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