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Spider-Man: No Way Home

Spider-Man: No Way Home


TITOLO ORIGINALE: Spider-Man: No Way Home
REGISTA: Jon Watts
SCENEGGIATORE: Chris McKenna e Erik Sommers
PAESE: USA
ANNO: 2021
DURATA: 148'
ATTORI: Tom Holland, Zendaya, Willem Defoe
SCENE SENSIBILI: alcune scene di tensione, combattimenti nei limiti del genere
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L’identità dell’Uomo Ragno è stata rivelata al mondo. Peter Parker, il ragazzo dietro la maschera, fatica ad affrontarne le conseguenze. Per questo motivo chiede allo Stregone Supremo Doctor Strange di cancellare con un incantesimo la sua identità segreta dalla memoria di tutti. Lo Stregone accetta, ma mentre recita la formula, Peter gli chiede delle eccezioni: sua zia May, l’amata MJ, il migliore amico Ned. L’incantesimo, a causa delle interferenze di Peter, si tramuta in maledizione e trasporta nella nostra dimensione tutti coloro che sanno che Peter Parker è l’Uomo Ragno. È così che Peter si trova ad affrontare il Multiverso… a casa sua, incontrando nemici e aiutanti mai conosciuti, eppure sinistramente familiari.

Un successo… universale

Il terzo film dedicato all’Uomo Ragno targato Marvel Cinematic Universe si prende anche il terzo posto sul podio dei cinecomic dai maggiori incassi. Dopo Avengers: Endgame e Avengers: Infinity War, la medaglia di bronzo va proprio a Spider-man: No Way Home, che come i due capitoli finali della Saga dell’Infinito è riuscito a incantare tutto il mondo, ponendosi anche al sesto posto nella classifica dei film con i maggiori incassi di sempre.
Una produzione travagliata per l’ormai nota battaglia legale tra Sony e Disney per i diritti sul personaggio non ha impedito all’ennesimo film sul tessiragnatele di conquistare il cuore dei fan e non. L’Uomo Ragno, o Spider-man come ormai lo chiamano anche i giovani appassionati, si conferma l’eroe più amato al mondo. Lo sa bene Kevin Feige, direttore creativo della Marvel e produttore di ogni successo cinematografico della Casa delle Idee sin dal primo X-Men, che continua a credere nella ormai sessantenne creatura di Stan Lee e Steve Ditko.

L’uomo dietro alla maschera

La godibilità del film va oltre la conoscenza del personaggio e dei film precedenti in cui appare. Spider-man: No way home sin dalle sue scene iniziali mette al centro il dramma di un ragazzo che si sta aprendo alla vita, ma deve fare i conti con il suo passato. Peter sogna l’ammissione al M.I.T., spera di andare nella prestigiosa università con la sua ragazza e il suo migliore amico: non sono crucci da supereroe, sono i problemi concreti che si presentano alla fine dell’adolescenza. “Supereroi con super problemi” è stato lo slogan della Marvel durante la sua età dell’oro, quando Stan Lee sfornava maschere a manetta. Tuttavia, Peter avverte un senso di colpa proprio del personaggio, ma sentito anche dai profani dei fumetti: quando né lui né i suoi amici vengono ammessi all’università e si trovano a essere trattati da reietti a causa della loro vicinanza al suo scomodo alter ego, Peter è fragile nonostante il suo potere. Ma la responsabilità ad esso connessa rimane e così l’Uomo Ragno deve trovare la forza per rimediare agli eventi scatenati dall’incantesimo naufragato a causa dell’indecisione di Peter, quella tipica insicurezza che un diciottenne ha ma che questo ragazzo non può permettersi a causa del suo ruolo.
Peter è condannato a essere l’Uomo Ragno: solo quando lo capirà, alla fine del film, ne accetterà anche le conseguenze. È questo il passaggio da ragazzo a uomo: la consapevolezza del proprio ruolo è il vero potere, e le nostre scelte sono la vera responsabilità. Che poi è anche il tema finale che lega i nuovi aficionados a quelli di lungo corso, i detrattori del genere ai simpatizzanti. Più delle tante sorprese che Spider-Man: No Way Home riserva, tra elettrizzanti cameo e attesi ritorni, è la sua morale a spiegare il successo del film: un supereroe che diventa uomo, e non il contrario.
Stan Lee, in una storica intervista, affermò che quando dovette pensare al costume di Spider-man, lo realizzò con una tuta e una maschera integrali per non mostrare nemmeno un lembo di pelle, affinché ogni ragazzino potesse sognare di essere l’Uomo Ragno. Perché nessuno sa chi si cela dietro il suo costume: l’unica cosa certa è che si tratta solo di un uomo.

Claudio F. Benedetti

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