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The Mandalorian and Grogu


TITOLO ORIGINALE: Star wars - THe mandalorian and Grogu
REGISTA: Jon Favreau
SCENEGGIATORE: Jon Favreau, Dave Filoni e Noah Kloor
PAESE: USA
ANNO: 2026
DURATA: 132'
ATTORI: Pedro Pascal, Sigourney Weaver, Jeremy Allen White, Jonny Coyne e Martin Scorsese
SCENE SENSIBILI: violenza, paura, tensione.
1 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 51 vote, average: 3,00 out of 5

Din Djarin, solitario cacciatore di taglie mandaloriano, lavora come collaboratore indipendente per la Nuova Repubblica che lo invia ai confini dell’universo sulle tracce di nostalgici signori della guerra che tramano nell’ombra per la restaurazione dell’Impero. Tra le varie missioni, gli viene affidata la ricerca di Lord Janu Coyne, un misterioso cospiratore di cui non si sa nemmeno che aspetto abbia. Per farlo, il Mandaloriano (per tutti Mando) deve scendere a patti con gli infidi gemelli Hutt, cugini dell’indimenticabile gangster Jabba (comparso in ben tre film delle prime due trilogie). In cambio di importanti informazioni su dove si nasconda Coyne, gli chiedono di ritrovare il loro “piccolo” biscugino Rotta (figlio di Jabba), rapito quando era appena un infante e tenuto prigioniero da qualche parte nell’universo. Mando accetta l’accordo e parte alla ricerca, ovviamente in compagnia dell’inseparabile Grogu.

 

Una strana coppia

Dopo tre stagioni della popolare serie, che attingendo all’universo tematico e narrativo creato da George Lucas ha appassionato milioni di fan in tutto il mondo, esce il film cinema con un altro capitolo delle avventure della coppia di personaggi più affascinante e mal assortita di tutta la saga di Star Wars.

Come al solito, la grande spinta pubblicitaria iniziata molti mesi prima dell’uscita in sala, ha creato grande attesa anche attorno a quest’ultimo film del più ricco e seguito tra i franchise cinematografici, che comunque non tradisce le aspettative. Della trama c’è poco da dire, inevitabilmente abbastanza esile per le lunghe e ripetute scene action, molto più sviluppate rispetto alla serie tv, tra mille combattimenti all’ultimo sangue ed inseguimenti mozzafiato. La ricchezza visiva e dei mezzi espressivi, tra effetti digitali fatti al computer e pupazzi creati artigianalmente e animati come marionette (un po’ come erano stati realizzati i primi film della saga), supportano la chiarezza espositiva del plot, in cui i personaggi hanno desideri e moventi se vogliamo essenziali (spesso legati alla mera sopravvivenza), ma per questo decisamente coinvolgenti e sempre facilmente comprensibili.

 

Cavaliere solitario

Anche nella serie creata da Jon Favreau e Dave Filoni rimane quindi inalterata la rigida suddivisione tra buoni e cattivi immaginata già dallo scenario epico di Lucas, così come la nobiltà del personaggio del Mandaloriano, sempre fedele al suo credo e pronto al sacrificio di sé per sconfiggere il villain di turno e proteggere i deboli e gli innocenti (ma anche salvare se stesso). Il percorso raccontato nella serie che ha portato alla nascita di una nuova e speciale famiglia, ovvero la chiamata alla paternità di un cacciatore di taglie solitario ed individualista, ciecamente fedele al suo credo e alla setta che lo ha cresciuto, è ormai completato e qui vediamo i frutti più maturi ed evidenti.

 

Baby Yoda

Nello specifico di questo film infatti, l’attenzione si sposta più sul percorso di formazione del “bambino” che dopo la prima serie i fan avevano erroneamente ribattezzato Baby Yoda (ma in realtà Grogu per evidenti motivi cronologici, è un personaggio a se stante, anche se tante situazioni, immagini e passaggi narrativi, vanno a sovrapporsi all’immaginario collettivo associabile al vecchissimo ed amatissimo maestro Jedi). La piccola creatura verde deve infatti per la prima volta, prendersi cura di questo padre putativo che si trova a combattere tra la vita e la morte, forse la peggior situazione che gli sia mai capitata e il culmine del suo arco narrativo che racconta anche in chiave tenera ed ironica, la sfida di un genitore che deve lasciare spazio e dare fiducia al proprio figlio, anche quando questo sembra inerme ed indifeso, incapace di affrontare le piccole e grandi sfide della vita.

Per le tematiche e anche alcuni passaggi della trama quindi – soprattutto quelli in cui viene lasciato spazio alle imprese di Grogu, che nella lunga sequenza di salvataggio viene anche coadiuvato da piccoli e buffi meccanici Anzellani – potrebbe sembrare che il film sia in un certo senso rivolto al pubblico dei più giovani, ma nonostante questo aspetto, resta comunque infarcito di mostruose razze aliene e tanta violenza (anche se non si vede nemmeno una goccia di sangue). Sconsigliato quindi per i bambini.

 

Gabriele Cheli

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